Dieta con l’anguria: ti idrati e tieni a bada la pressione

Tra i frutti simbolo dell'estate, il cocomero è un portentoso elisir di salute

Soprattutto nei mesi estivi, aggiungere l’anguria alla propria dieta può rivelarsi un’ottima idea. Questo frutto, originario dell’Africa meridionale e della stessa famiglia dei meloni e dei cetrioli, è infatti ricco di benefici importanti. In questo novero è possibile includere la presenza di un interessante contenuto di acqua, peculiarità che la rende un’alternativa ideale quando si punta a idratarsi durante la stagione calda.

Si potrebbe andare avanti ancora tanto a parlare dei benefici dell’anguria! In questo novero, è possibile includere l’influenza positiva sulla regolarità della pressione arteriosa. Questo effetto è dovuto alla presenza di citrullina, aminoacido che viene convertito in arginina nel nostro corpo. Sia il primo sia il secondo, sono cruciali per la sintesi dell’ossido nitrico, a sua volta cruciale ai fini della riduzione dei livelli di pressione sanguigna.

Questo beneficio è stato più volte approfondito dalla scienza. Tra gli studi degni di nota è possibile citare una ricerca condotta nel 2010 presso la Florida State University. Gli esperti in questione si sono focalizzati sulla valutazione degli effetti della supplementazione di anguria sulla pressione arteriosa in soggetti affetti da ipertensione. Prendendo in considerazione le condizioni di 9 persone di ambo i sessi e di età media pari a 54 anni, al follow up hanno concluso che l’integrazione di questo frutto può avere effetti positivi sull’emodinamica aortica, con vantaggi concreti relativi al benessere cardiovascolare.

Come sopra accennato, i benefici derivanti dall’integrazione dell’anguria nella dieta sono numerosi! Tra questi è possibile citare la lotta contro gli effetti dei radicali liberi, che si concretizza grazie al licopene, idrocarburo isomero aciclico appartenente alla famiglia dei carotenoidi e caratterizzato da un portentoso effetto antiossidante.

Un’altra proprietà importante dell’anguria è la sua capacità di ridurre la resistenza all’insulina. Come dimostrato da diversi studi – tra i quali è possibile citare un lavoro di ricerca condotto da un team della Texas A&M University nel 2007 – il succo di anguria, in virtù della sua associazione con l’aumento della disponibilità di arginina, può rivelarsi efficace ai fini della riduzione di fattori di rischio cardiovascolare, come per esempio la glicemia alta (si tratta quasi sempre di risultati ottenuti su modelli animali).

Concludiamo facendo presente che l’anguria, che contiene pochissime fibre, dovrebbe essere consumata con moderazione se si soffre di sindrome dell’intestino irritabile. Il motivo di questa raccomandazione è legata alla sua ricchezza in fruttosio, zucchero che può causare, in alcuni frangenti, sintomi fastidiosi come gonfiore addominale e crampi allo stomaco. Alla luce di ciò, prima di aggiungerla alla propria dieta è il caso di contattare il medico curante.

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