Dieta con carboidrati: quanti mangiarne per perdere peso

I parametri in merito variano a seconda di diversi fattori, come per esempio l'età e l'attitudine all'attività fisica

Negli ultimi anni si parla molto di diete a basso contenuto di carboidrati nell’ambito delle strategie utili per perdere peso. Quando si nominano questi percorsi, è necessario rammentare che si tratta di schemi personalizzati: la quantità di carboidrati che ogni persona dovrebbe consumare varia infatti sulla base di plurimi fattori, tra i quali è possibile citare l’età, il sesso e il fatto di essere o meno abituati a svolgere attività fisica.

Data questa doverosa premessa, è il caso di sottolineare che, quando si discute di quanti carboidrati assumere se si punta a perdere peso, esistono comunque delle linee guida internazionali a cui fare riferimento. Secondo la FDA, una dieta caratterizzata da un apporto energetico di 2000 calorie quotidiane dovrebbe essere contraddistinta dall’assunzione di 300 grammi di carboidrati.

Come ben si sa, sono numerosi gli schemi alimentari che prevedono una drastica riduzione della quantità appena citata, invitando chi li segue ad assumere attorno ai 100 grammi di carboidrati al giorno. La scienza si è più volte interrogata sull’efficacia di queste diete. Tra i tanti studi effettuati in merito è possibile citarne uno congiunto statunitense risalente al 2008.

Secondo questo studio randomizzato – che ha visti impegnati team di realtà come l’Università del Minnesota – la dieta a basso contenuto di carboidrati può rivelarsi più efficace di altre per quanto riguarda la riduzione dell’appetito. Chiaramente utili anche quando si tratta di abbassare la glicemia e di ridurre i valori dei trigliceridi, le diete a basso contenuto di carboidrati, come già detto, non possono essere inquadrate in una definizione univoca.

Per capire come mai i parametri relativi alla quantità di glucidi da assumere ogni giorno cambiano basta ricordare che, nel caso delle persone abituate a svolgere attività fisica, la tolleranza ai carboidrati è maggiore rispetto alla situazione di chi, invece, tende a una vita sedentaria.

Quando si è all’inizio del proprio approccio con questi schemi alimentari, una buona idea può essere quella di partire con la rimozione delle fonti di carboidrati non sani. In questo novero è possibile includere i cibi contraddistinti dalla presenza di glucidi raffinati, così come tutti gli alimenti e le bevande con zuccheri aggiunti.

Da non dimenticare è in ogni caso la scelta degli altri cibi. Per avere maggiori possibilità di perdita di peso, è cruciale associare le fonti di carboidrati ad alimenti come le carni magre, le uova, le verdure, le fonti di acidi grassi essenziali (p.e. l’avocado).

Tornando un attimo agli alimenti che garantiscono l’apporto di carboidrati, è importante ricordare il fatto di concentrarsi, se possibile, sull’assunzione di alimenti ricchi di fibre o su fonti di amido non raffinato, come per esempio le patate dolci. Concludiamo facendo presente che per consigli specifici, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante o a un professionista esperto di nutrizione.

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