Dieta dell’acqua: quando e quale tipo bere per dimagrire

L'acqua è un elemento fondamentale per l'organismo: il nutrizionista Eugenio Ruggeri di MioDottore ci spiega come sceglierla e quando è meglio bere

L’acqua è un elemento fondamentale per il nostro corpo e per la nostra salute, bere aiuta molto e restare idratati è imprescindibile.

MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – approfondisce la tematica con il supporto del dottor Eugenio Ruggeri, nutrizionista di Ancona.

Quanta acqua è necessaria al nostro corpo per rimanere in salute?
Parlare di quantità definite è complesso e al tempo stesso scorretto, ci sono infatti una varietà di condizioni che possono modificare la necessità di acqua del nostro organismo, aumentandola o riducendola. Tali condizioni variano a seconda del grado di attività fisica giornaliera, della temperatura dell’ambiente esterno, fino alla compresenza di condizioni patologiche, come uno stato febbrile o una gastroenterite acuta. Un modo utile per capire e monitorare la propria condizione è quello di controllare la colorazione delle urine durante la giornata: se particolarmente concentrate, di colore giallo intenso, sono associabili a uno stato di scarsa idratazione; mentre urine limpide e trasparenti durante tutto il giorno sono indice di uno stato di idratazione ottimale.

In quali momenti quotidiani è consigliato bere acqua? E in quali sconsigliato?
Bere acqua a piccoli sorsi, lontano dai pasti, durante la mattina e il pomeriggio, è un accorgimento utile per assimilare al meglio questo liquido. Al contrario, bere copiosamente durante i pasti, può andare a inficiare il corretto assorbimento dei nutrienti. Inoltre, concentrare l’assunzione idrica giornaliera principalmente a fine giornata, potrebbe obbligare il soggetto ad alzarsi durante la notte per urinare, compromettendo quindi la qualità del sonno.

Quali sono i benefici che ha l’acqua sul nostro corpo?
L’acqua è alla base di moltissime funzioni cellulari ed è presente in moltissimi organi. Volendo elencare le principali funzioni benefiche dell’acqua, si va dalla salute di mucose come la congiuntiva o quella dell’apparato boccale per la prevenzione di secchezza oculare, congiuntiviti, gengiviti e alitosi, alla mineralizzazione di denti e ossa. L’acqua contribuisce alla stabilizzazione della pressione arteriosa e alla regolarizzazione dell’alvo, prevenendo stipsi e disturbi correlati, come fecalomi ed emorroidi. Una buona idratazione favorisce l’operato di reni e vie urinarie, riducendo il rischio di complicanze infettive quali la cistite o la formazione di calcoli. L’acqua svolge inoltre un ruolo cruciale per la funzione depurativa dell’apparato digerente e di quello urinario, oltre ad essere fondamentale per il benessere della pelle: un’adeguata idratazione aiuta infatti a mantenere l’elasticità della cute e il tono di muscoli e tessuti. Uno stato di disidratazione, invece, può essere alla base di sintomi neurologici come cefalea, stanchezza e perdita di concentrazione e memoria.

Ha effetti sulla linea? Fa dimagrire?
Per ottenere e mantenere il dimagrimento è fondamentale preservare e stimolare la formazione di quella che viene definita “massa metabolicamente attiva”, costituita soprattutto dal muscolo scheletrico, principale responsabile della spesa giornaliera in termini di kilocalorie e quindi del mantenimento di un buon metabolismo basale. Per salvaguardare tono e funzione del muscolo è necessario che le fibre di cui è composto siano ben idratate, inoltre, per stimolarne la produzione, è di primaria importanza svolgere costantemente un programma di attività fisica adatto alle caratteristiche fisiche del soggetto. Per questo è importante fornire al corpo la giusta dose di acqua, sia per garantirne il raffreddamento, sia per il funzionamento dell’apparato neuromuscolare. Infine, bere acqua contribuisce anche a dare senso di sazietà, per questo nelle diete ipocaloriche è utile curare anche l’apporto idrico.

Meglio naturale, frizzante, effervescente, piatta?
Nonostante assumere grandi quantità di acqua frizzante possa aumentare la distensione dello stomaco ed esacerbare fenomeni quali eruttazione e reflusso gastroesofageo, l’acqua andrebbe giudicata in base alle caratteristiche chimico-fisiche. Gli elementi contenuti nell’acqua, sotto forma di sali, ioni e, in misura minore, composti organici, hanno un ruolo nei processi metabolici dell’organismo umano e determinano modificazioni in particolare di pH, residuo fisso e durezza della stessa. In base a queste caratteristiche ci possono essere differenti tipi d’acqua adatti a particolari soggetti e condizioni. Un esempio: l’acqua con residuo fisso inferiore a 50 mg/L è più adatta per contrastare la ritenzione idrica, per chi soffre d’ipertensione oltre che per bambini e neonati. Tipi d’acqua con residuo fisso tra 500 e 1500 mg/L sono invece indicati per chi pratica attività sportiva e d’estate, in presenza di alte temperature.

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