Diabete: il rischio aumenta per ogni ora passata sul divano

Un nuovo studio ricalcola l’associazione tra sedentarietà e rischio di sviluppare la patologia

Un errore che spesso commettiamo è quello di credere che il cibo sia sinonimo di benessere e salute. Non è così. L’eccesso, come in tutte le cose, è nocivo e pericoloso soprattutto se lo consideriamo un ingrediente principale nella nostra alimentazione. Una delle conseguenze di uno stile di vita scorretto e sedentario, e l’obesità. Oggi si consumano cibi più ricchi di calorie (zuccheri e grassi) e ci si muove sempre meno. Tendiamo più ad essere pigri.

Infatti, indipendentemente dall’esercizio fisico, ogni ora trascorsa alla scrivania, davanti al tablet, pc o al televisore incrementa del 22% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Lo sostiene uno studio pubblicato oggi sulla rivista Diabetologia e condotto alla Università di Maastricht, in Olanda, che ha preso in esame le abitudini di ben duemilacinquecento persone di ambo i generi e con età media di sessant’anni. I ricercatori hanno cercato di stabilire una associazione tra il comportamento sedentario e il particolare stato metabolico di ogni individuo.

Per far ciò hanno dotato tutti i partecipanti di uno speciale accelerometro che, una volta indossato, riesce a calcolare il tempo trascorso in sedentarietà tramite controllando la postura. L’accelerometro è stato indossato da ciascun individuo per otto giorni di seguito, ventiquattrore al giorno.

Il campione preso in esame era costituito per il 56% da persone con glicemia normale, da un 15% di iperglicemici e per il 30% da soggetti affetti da diabete di tipo 2. Questi ultimi, come è emerso analizzando i dati, hanno trascorso maggior tempo da fermi rispetto agli altri, mediamente quasi mezz’ora in più.

Gli autori affermano che “mentre non sono state osservate associazioni tra il numero di pause effettuate in un giorno e la loro durata con il livello di glicemia misurato precedentemente nei partecipanti, è emerso invece che ogni ora in più passata in modo sedentario aumenta il rischio di andare incontro al diabete di tipo 2 del ventidue per cento”.

Lo studio, il primo condotto con un accelerometro su tre diverse tipologie di soggetti (sani, con iperglicemia e diabetici), conferma come la sedentarietà sia determinante nello sviluppo delle patologie metaboliche e che bisognerebbe trascorrere il minor tempo possibile seduti o sdraiati, anche se poi si pratica attività fisica: l’importante è dunque ridurre le ore di inattività.

Nei programmi per la prevenzione del diabete quindi bisognerebbe, sostengono i ricercatori olandesi, pianificare strategie per diminuire il tempo che si trascorre in sedentarietà.

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