Sale, cosa può accadere se ne mangi troppo

Le ripercussioni vanno dall'aumento della ritenzione idrica fino ai problemi cardiovascolari

Tra le raccomandazione che vengono ripetute più spesso quando si parla di alimentazione sana, rientra il fatto di tenere sotto controllo l’apporto di sale. Per capire come mai eccedere è dannoso, è il caso di passare in rassegna le ripercussioni precise sulla salute. A seguito di un pasto con troppo sale, può per esempio accadere di sentirsi più gonfi a causa della ritenzione idrica.

Questo accade per un motivo ben preciso, ossia il fatto che i reni cercano di mantenere uno specifico rapporto sodio-acqua. Per farlo, trattengono acqua in modo da compensare l’eccessiva presenza di sodio. Un’altra conseguenza dell’eccesso di sale a tavola è l’incremento temporaneo della pressione sanguigna.

A tal proposito, è utile aprire una parentesi, facendo presente che alcune persone sono più sensibili di altre al sale. La sensibilità è influenzata da diversi fattori, tra i quali è possibile citare la genetica e le peculiarità ormonali. In generale , quando si è sensibili al sale è bene fare molta attenzione al suo apporto.

L’associazione tra assunzione di sodio e ipertensione è stata più volte al centro dell’attenzione scientifica. Degno di nota a tal proposito è una recensione pubblicata nel 2019. Questo lavoro di ricerca, che ha visto impegnati esperti dell’Università di Pavia, dell’Università di Parma, della Bicocca e dell’Istituto Auxologico di Milano,

I team in questione si sono concentrati sugli effetti di una diminuzione modesta ma prolungata del sale sulla pressione arteriosa, che risulta ridotta a prescindere da sesso e gruppo etnico. Gli esperti hanno altresì notato una diminuzione della morbilità e della mortalità per malattie cardiovascolari.

Proseguendo con gli effetti temporanei di un pasto con troppo sale, è impossibile non chiamare in causa la sete intensa. Da non trascurare sono pure le ripercussioni a lungo termine. In questo novero è possibile includere il già citato incremento della pressione sanguigna, così come il maggior rischio di cancro allo stomaco, suffragato da diverse testimonianze scientifiche. Tra queste, è possibile citare un altro studio italiano, risalente al 2014 e portato avanti da un’equipe dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Più che di studio è necessario parlare di revisione, lavoro scientifico che, a fronte dell’approfondimento dei dettagli di numerosi studi sperimentali, ha permesso di concludere che la riduzione progressiva dell’assunzione di sale può avere effetti positivi sul decremento di rischio di avere a che fare con i tumori a livello gastrico.

Facendo presente anche il fatto che consumare troppo sale aumenta il rischio a lungo termine di problemi cardiovascolari e morte prematura, concludiamo rammentando che le diete ricche di potassio possono aiutare a contrastare i danni dei regimi alimentari con troppo sodio e che, per avere consigli mirati su quanto sale assumere, è opportuno fare riferimento al proprio medico di fiducia.

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Sale, cosa può accadere se ne mangi troppo