Cistite, nemico al femminile: cos’è e come combatterla

Ne sono colpite tre donne su dieci. Un malessere che colpisce soprattutto le donne tra i 20 e i 40 anni

Ne sono colpite tre donne su dieci all’anno e almeno una volta tutte si sono dovute confrontare con la cistite. Un malessere che colpisce soprattutto le donne tra i 20 e i 40 anni ed è considerato un disturbo tipicamente femminile per ragioni anatomiche (l’uretra, il condottino da cui fuoriesce l’urina e che collega la vescica con i genitali esterni, è molto più breve nella donna rispetto all’uomo) e ormonali (le ragazze che non hanno mestruazioni, e perciò sono in “amenorrea” per mancanza di estrogeni, hanno una maggiore vulnerabilità alle infezioni vescicali). Riconoscerla è facile perché i sintomi sono precisi e uguali per tutte. Minzione molto dolorosa, senso di pesantezza nella parte bassa della pancia e malessere generale. A volte poi l’urina può contenere qualche goccia di sangue e lo stimolo ad andare in bagno può essere improvviso e molto frequente. Tutti disturbi dovuti a un’infezione della vescica provocata da batteri che normalmente vivono nell’intestino, senza dare problemi, e che una volta entrati nella vescica, la infiammano.

In presenza di un attacco di cistite la prima cosa è sicuramente rivolgersi al proprio medico curante, che vi consiglierà di fare delle analisi. L’esame più importante è sicuramente l’urinocultura, che serve a capire cosa ha provocato l’infezione e di conseguenza quale farmaco antibatterico somminsitrare per combatterla. Nel caso in cui i sintomi si rirpesentassero sarà necessario sottoporsi a un’ecografia dell’apparato urinario o a un’urografia per capire se l’origine del problema sia da ricercare in un’altra causa, come la pielonefrite, un’infezione che colpisce la parte superiore dell’apparato urinario.

Ma quali fattori possono scatenare un attacco di cistite acuta? Sono diversi, ma una volta individuati aiutano a non averne di nuovi. I rapporti sessuali, ad esempio, possono provocare la cosiddetta “cistite da luna di miele“. Ad esserne affette sono, infatti, le donne con un’intensa attività sessuale (almeno tre rapporti alla settimana). I batteri intestinali, a volte, sono presenti nella zona genitale e durante un rapporto possono infettare le vie urinarie. Per evitare questo inconveniente, meglio fare sempre pipì dopo ogni incontro amoroso. Anche le donne che soffrono di stitichezza cronica ne sono più colpite. In questo caso i batteri presenti nell’intestino a lungo andare possono scendere lungo le vie urinarie e dare origine all’infiammazione. In questo caso consumare molta verdura, frutta e cibi integrali.

Importantissima poi l’igiene intima. Assolutamente da evitare, quando si usa la carta igenica, di fare il movimento dalla zona anale a quella genitale, per non trasportare batteri. Evitare poi di indossare indumenti stretti e sintetici. Lavarsi poi più volte al giorno, senza però abusare dei detergenti intimi, che possono alterare il pH e abbassare le difese dell’organismo. Anche il sangue delle mestruazioni è terreno fertile per la proliferazione dei batteri. In questo caso il consiglio è di cambiare assorbente, sia esterno che interno, ogni due ore, anche se il flusso non è abbondante. A scatenare la cistite è anche l’inizio della menopausa. La mancata produzione di ormoni da parte delle ovaie rende la mucisa della zona genitale più fragile all’attacco dei batteri.

Cistite, nemico al femminile: cos’è e come combatterla