Chirurgia estetica e botox, interventi in crescita in Italia

Se negli Stati Uniti la tendenza è al ribasso, nel Belpaese i ritocchini per cancellare le rughe sono sempre più numerosi

Paese che vai, usanze che trovi. Chissà perché, però, si ha sempre l’impressione che da noi le cose, rispetto all’America, arrivino sempre con qualche anno di ritardo. E non ci riferiamo solo a mode e stili di vita, ma soprattutto a tutto ciò che ha a che fare con scienza e tecnologia. Anche quella che riguarda l’effimero, tipo la chirurgia estetica. Che non a caso, proprio in un momento di crisi negli Usa, da sempre culla della bellezza artificiale, da noi invece sta crescendo in maniera vertiginosa, soprattutto, dato più allarmante, tra le giovanissime.

Negli States silicone e liposuzione sono diventati improvvisamente demodé, complici soprattutto le star di Hollywood e il loro improvviso voltafaccia verso quella che fino a ieri era stata fedele coperta di Linus per molte di loro. Ultima in ordine di tempo, la Courtney Cox alias Monica di Friends che ha pubblicamente dichiarato di odiare il botulino. E non a caso star del calibro di Madonna o Meryl Streep, non esitano a mostrarsi pubblicamente senza trucco, con rughe e segni in bella mostra, quasi compiaciute della propria età anagrafica, che un tempo – Cher e la nostra Sophia Loren insegnano-, era da camuffare in ogni modo, oggi quasi da esibire con orgoglio.

E così dopo anni di crescita vertiginosa, che hanno visto addirittura l’apertura di linee di credito specifiche per gli interventi di chirurgia cosmetica, il settore sta letteralmente franando: in pochi mesi gli interventi sono calati del 50%, il 62% dei chirurghi estetici Usa ha dichiarato di aver ridotto gli interventi durante tutto il primo semestre del 2008, mentre alcuni “bisturi” famosi hanno ammesso di aver dovuto trattare il prezzo dell’intervento con i pazienti, pena la perdita degli stessi.

Secondo l’Herald Tribune tutto ciò sarebbe la normale risposta a un periodo di crisi e incertezze, come quello successivo all’11 settembre, quando ci fu un calo deciso di liposuzioni e altre procedure a fini estetici. Una volta ritornato il sorriso, l’ottimismo, e qualche dollaro nella tasca dei risparmiatori, la voglia di bellezza e superfluo riprenderà slancio, sostengono gli stessi osservatori di mercato e sperano ardentemente tutti gli operatori del settore.

La cosa curiosa, però, è che nonostante la crisi economica abbia colpito in egual misura Usa ed Europa, qui nel Belpaese le cose stanno andando in maniera diametralmente opposta. Gli italiani risparmieranno pure (dicono i media) su viaggi e cibo – anche se poi i voli sono sempre tutti pieni e i direttori dei centri commerciali, dati alla mano, registrano più presenze dello scorso anno – ma non certo sul proprio desiderio di bellezza.

E così, se negli ultimi anni fino al 2007, in Italia, come in tutti i Paesi occidentali il ricorso alla chirurgia plastica è cresciuto, in media del 5-10% l’anno, con la recente crisi è schizzato addirittura alle stelle. Il motivo? Secondo Maurizio Valeriani, primario di chirurgia plastica all’ospedale San Filippo Neri di Roma, «L’italiano, bombardato da notizie catastrofiche sulla crisi si chiude di più nel privato. Magari rinuncia al ristorante o al nuovo telefonino ma tende a coccolarsi, a regalare qualcosa a se stesso».

Insomma si cura di più e non rinuncia, quindi, al chirurgo plastico se ne sente il bisogno. «Rispetto al passato però – precisa Valeriani – si può notare una maggiore attenzione al risparmio. Oltre a sconti e dilazioni, ci vengono chiesti interventi più piccoli e meno costosi, medio-piccoli». Il ritocco, inoltre, sempre più frequentemente sostituisce altri tipi di regalo. A Natale, ad esempio – dice l’esperto – sono stati particolarmente gettonati piccoli interventi cancella rughe, come botox e filler per riempire i segni del tempo, per i quali la spesa oscilla fra 200 e 500 euro. Il ritocco, secondo la mia esperienza – dice – si regala al posto del computer o di gadget tecnologici».

A tutto ciò si aggiunge il dato allarmante che vorrebbe le giovanissime, under 20, sempre più ossessionate e desiderose di correggere con il bisturi il proprio aspetto, soprattutto aumentando di qualche taglia il proprio décolleteé. Tanto da spingere la stessa Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica a denunciare la situazione e chiedere di non regalare interventi chirurgici per feste e compleanni: “Va fatta una distinzione fra inestetismi stabili già durante l’adolescenza e che non possono modificarsi da soli e caratteristiche che semplicemente non corrispondono ai canoni di moda, che fra l’altro sono suscettibili ancora di trasformazioni oltre i vent’anni, fra cui il volume del seno e la distribuzione del grasso corporeo. Di conseguenza, è evidente che mentre un intervento estetico come la rinoplastica può essere ammissibile e utile anche a 16 anni, per il seno o per le liposuzioni il discorso è molto diverso”.

Chirurgia estetica e botox, interventi in crescita in Italia