C’è una nuova tecnica per rifarsi il seno senza protesi

Ora c'è una tecnica che permette di evitare le cicatrici

Molte donne, dopo la gravidanza, si lamentano di un seno svuotato completamente, con il capezzolo rivolto verso il basso. Anche se hanno sempre avuto un bel seno, pieno e sodo. Il cambiamento di volume di un seno medio o grande (dalla terza “piena” in su), sia per dimagrimento sia in seguito a gravidanze o allattamento, si accompagna comunemente allo svuotamento, perché perde una parte della sua massa grassa e perché diminuisce il volume del tessuto ghiandolare. Quando il seno si svuota, la parte inferiore della mammella, il capezzolo e l’areola, cioè l’area intorno a questo, si spostano verso il basso; in questo caso, l’unica soluzione è un intervento di Mastopessi, cioè il riposizionamento verso l’alto del seno e in particolare del capezzolo e dell’areola.

La Mastopessi era però, nella sua versione tradizionale, una tecnica che lasciava delle cicatrici, che si estendevano lungo tutto il perimetro del capezzolo, dal capezzolo alla base del seno, e, orizzontalmente, sotto il seno. Ma ora c’è una nuova tecnica che permette di evitare buona parte di questi cicatrici.

Questa procedura consente di modellare il seno, senza importanti cicatrici visibili, realizzando una forma molto naturale.  Il seno rialzato naturalmente, senza necessità dell’inserimento di protesi, riacquista una sua “naturale” plasticità, risultando più sodo e guadagnandone in dimensioni. Dopo un anno circa, le piccole incisioni diventano quasi invisibili

 

QUANDO OPERARSI

In caso di

  • seno cadente
  • seno molle e rilassato, con pelle in eccesso
  • svuotamento accompagnato da un rilassamento del seno, a causa di repentino dimagrimento, gravidanza, allattamento, fotoesposizione, ipersviluppo puberale od invecchiamento
  • in caso di capezzoli che puntano verso il basso e/o piega sottomammaria abbondantemente coperta.

Il sollevamento del seno può essere abbinato ad un intervento di ingrandimento con protesi, oppure ad interventi correttivi per asimmetrie tra le due mammelle.

 

QUANTO DURA

L’intervento, nella sua versione standard, ha una durata molto contenuta, circa 30-50 minuti; in caso di correzione delle asimmetrie oppure di inserimento di protesi, la durata può arrivare alle 2 ore. Tenuto conto delle formalità burocratiche per l’utilizzo della sala operatoria, i tempi dell’anestesia e un tranquillo controllo post-operatorio suggeriamo una permanenza in clinica di 3-4 ore. Generalmente, la procedura avviene in regime di day hospital.

 

TECNICHE CHIRURGICHE

Le moderne tecniche consentono di realizzare il rassodamento spostando verso l’alto il complesso areola-capezzolo-ghiandola, con una nuova tecnica che lascia un’unica incisione circolare sul contorno dell’areola mammaria (le cicatrici, in passato, erano il grosso limite di questo tipo di correzione: ampie e visibili, risultavano decisamente antiestetiche. In anestesia generale, si incideva intorno all’areola e, verticalmente, nella parte inferiore del seno sino a raggiungere il solco sottomammario, per poi proseguire lungo tutto lo stesso fino talvolta a risultare visibili ai lati delle mammelle, sotto le braccia. Il segno che restava aveva una forma di T rovesciata molto evidente). Per questo motivo la Mastopessi era consigliata solo a donne con una situazione estetica già molto compromessa, mentre a chi desiderava correzioni più modeste veniva sconsigliata.

Prima di sottoporsi al Lifting del Seno, il risultato chirurgico viene accuratamente programmato, rilevando le caratteristiche del tuo seno (forma, volume, qualità della pelle, proporzione del capezzolo e dell’areola …), nonché le tue aspettative e motivazioni. In particolare, si deve approfondire accuratamente il grado di ptosi mammaria: condizione per cui, a causa del cedimento dei tessuti che sostengono la ghiandola mammaria, il capezzolo si viene a trovare in una posizione più bassa, rispetto all’ideale piano perpendicolare al punto di mezzo dell’omero (nelle donne giovani, il capezzolo si trova 1-2 cm., rispetto all’altezza del solco sottomammario, che è la piega formata inferiormente dalla mammella alla sua attaccatura con il torace).

Il rilassamento può interessare prevalentemente la cute (ptosi cutanea), o la ghiandola (ptosi ghiandolare), anche se nella maggior parte dei casi coinvolge entrambe le strutture (ptosi muscolo-cutanea), secondo questi tre gradi:

  • lieve (distanza solco mammario-parte bassa del seno: 1-2 cm)
  • media (distanza solco mammario-parte bassa del seno: 2-4 cm)
  • elevata (distanza solco mammario-parte bassa del seno: > 4 cm)

La procedura ha la funzione di rassodare e sollevare i seni e riposizionare areola e capezzolo “in posizione naturale”.

Il risultato sarà durevole nel tempo, ma si deve essere consapevoli che gravidanze e importanti aumenti di peso potrebbero nuovamente modificare la forma del seno. Le incisioni saranno posizionate nella piega sottomammaria, tra la piega mammaria e l’areola e attorno a quest’ultima, con cicatrici sottili, che tendono a sbiadire nel tempo.

Fonte:

C’è una nuova tecnica per rifarsi il seno senza protesi