Novità botulino: stop alle punturine contro rughe e iper sudorazione

"L’uso della tossina botulinica nei trattamenti estetici è stato lentamente sdoganato nella mentalità collettiva". E’ quanto afferma Massimo Signorini, presidente di AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino) che, in occasione del primo congresso nazionale sul botulino in programma a Torino venerdì 14 novembre, fa il punto sulla situazione della tossina nel nostro Paese. Anche se in Italia vengono preferiti i filler alla tossina botulinica, il mercato di quest’ultima è in recupero e interessa prevalentemente un pubblico femminile compreso tra i 35 ed i 55 anni. "Non è vero che le ragazzine si presentano dai medici per farsi fare i ‘ritocchini’" ha spiegato Signorini "Anche perché le minorenni devono avere il consenso dei genitori".   

L’identikit del paziente
Dall’indagine che AITEB ha condotto tra i medici (medici estetici, chirurgi plastici, dermatologi) che utilizzano la tossina botulinica è emerso che il paziente tipo è prevalentemente donna (93-95%) e ha un’età che va dai 46 ai 55 anni (60%), anche se tendenzialmente il ricorso alla tossina inizia intorno ai 35 anni. Le donne si recano dal chirurgo plastico periodicamente per i trattamenti, che durano in media da 4 a 6 mesi. Gli uomini rappresentano una quota piuttosto ridotta (5-7%) e hanno in media 50 anni.

Fedeltà alla terapia botulinica
Spesso il trattamento con botulino è il primo approccio che il paziente ha con il settore della medicina e della chirurgia estetica. Dai primi trattamenti, si passa negli anni successivi ai filler o alla chirurgia plastica. Dall’indagine è emerso infatti che i pazienti che vengono trattati con tossina botulinica per la prima volta tornano a sottoporsi a trattamenti di tossina botulinica nell’87% dei casi. Il botulino è anche un traino per altri interventi, sia di medicina sia di chirurgia plastica nell’85% dei casi.

Zone in cui viene maggiormanente richiesto "il ritocchino"
Secondo il 90% degli intervistati, il numero di pazienti che utilizzando la tossina è aumentato negli ultimi anni. Il botulino viene prevalentemente utilizzato nella correzione delle zampe di galline, delle rughe glabellari e per attenuare le rughe della fronte. Più rari gli usi nella zona periorale, nella regione del naso, del mento e del collo. La zona d’elezione per il trattamento di botulino resta il terzo superiore del volto.
 
Il futuro
Le proiezioni sul medio periodo, vedono il mercato della tossina botulinica in Italia tendenzialmente in crescita. Tre le novità che arrivano per la medicina estetica: innanzitutto una sempre maggiore sinergia  tra il botulino ed i filler. Non certo seconde, le recenti evidenze della ricerca che illustrano il potenziale anti-photoaging del botulino sulla cute. Infine dall’industria arrivano importanti novità di prodotto che presto saranno immesse sul mercato.

Uso sinergico di botulino e filler
Per quanto riguarda il primo aspetto, "è importante sottolineare che tossina botulinica e filler stanno trovando un sempre maggiore utilizzo sinergico nell’ottica di avere migliori risultati e più duraturi2, spiega Giuseppe Sito, vicepresidente di AITEB. L’utilizzo combinato riguarda in particolare le rughe cosiddette con "memoria", ovvero "quelle che risultano non solamente più profonde e marcate, ma più difficili anche solo da attenuare che riguardano la zona perioculare e della glabella (la zona in mezzo agli occhi, n.d.r.)". La ricerca continua ha portato allo sviluppo di un utilizzo sinergico di tossina botulinica e filler. Si procede con un trattamento con botulino e a distanza di un paio di settimane, quando l’effetto della tossina è consolidato, si interviene con un filler. "Grazie agli effetti differenti che queste sostanze hanno, il risultato è migliore e più duraturo" spiega Sito.

Nuove frontiere di applicazione
In un contesto di continue evoluzioni, la ricerca sulla tossina botulinica sta aprendo nuove frontiere. Spiega Massimo Signorini, presidente di AITEB: "Recenti evidenze dell’azione del botulino sulla cute fanno emergere un nuovo potenziale anti-photoaging del farmaco, che potrebbe risultare estremamente interessante. Non più un effetto specifico sui muscoli dell’espressione, ma un effetto specifico sulla cute, capace di limitare i danni da esposizione ai raggi ultravioletti. Inoltre, sono in fase di sviluppo nuove formulazioni di tossina botulinica, che in futuro sarà disponibile in forma liquida, pronta all’uso, e in formulazione per uso topico, da applicarsi direttamente sulla cute evitando l’uso degli aghi. Quest’ultima formulazione, in particolare, troverà impiego prevalentemente per le zampe di gallina e per le iperidrosi (eccessiva sudorazione, n.d.r.)".
 

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