Troppe bevande zuccherate ai bambini: sotto accusa la poca chiarezza delle etichette

A lanciare l'allarme ci ha pensato il rapporto elaborato da Rudd Center fo Food Policy & Obesity dell'Università del Connecticut

Negli USA, i bambini bevono troppe bevande zuccherate. A lanciare l’allarme su questa situazione, oggettivamente preoccupante, ci ha pensato l’apposito rapporto elaborato dal Rudd Center for Food Policy & Obesity gestito dall’Università del Connecticut.

Il rapporto scende nel dettaglio analizzando sia i dati delle vendite, sia le tecniche di promozione pubblicitaria di 67 bevande tra le più vendute (si parla di bibite zuccherate, ma anche di bevande prive di zuccheri o sostanze edulcoranti).

A detta degli esperti che hanno compilato il rapporto, tra gli aspetti più critici è possibile includere i claim. Inoltre, è stato notato il fatto che non sempre viene evidenziata con sufficiente chiarezza la presenza di edulcoranti.

Il rapporto compilato dagli esperti dell’Università del Connecticut ha criticato fortemente il packaging delle bibite zuccherate analizzate, sottolineando come, in molti casi, sulle confezioni è riportato il riferimento a prodotti sani – p.e. frutta e verdura – anche quando non esistono tracce dei suddetti alimenti.

A detta degli autori del rapporto, le etichette delle bevande zuccherate dovrebbero essere facilmente comprensibili. Gli esperti sono concordi sul fatto che i genitori che fanno la spesa per i propri figli non dovrebbero essere nutrizionisti per capire cosa è contenuto in una determinata bevanda.

Il rapporto fotografa anche degli aspetti positivi. Come si può leggere tra le pagine del suddetto documento, le aziende di beverage hanno iniziato, già da diversi anni, a commercializzare acque aromatizzate non zuccherate (si tratta di prodotti contraddistinti dalla sola presenza di acqua e succo e con un apporto energetico di circa 50 calorie a singola confezione).

Secondo gli esperti che hanno redatto il rapporto, da parte dei tecnici della Food and Beverage Advertising Initiative (CFBAI) dovrebbe partire la definizione di standard nutrizionali conformi alle indicazioni degli esperti di salute e nutrizione. Tra le raccomandazioni principali c’è il fatto di evitare che le bevande con zuccheri aggiunti o con dolcificanti ipocalorici vengano pubblicizzate direttamente al pubblico infantile.

Nel suddetto rapporto si suggerisce inoltre alla FDA di vietare l’utilizzo di immagini di frutta e verdura sui packaging delle bevande che contengono basse o nulle quantità di succo. Tra gli altri consigli è presente pure l’inclusione dei succhi di frutta e delle acque aromatizzate nel novero delle bevande oggetto delle sugar tax sia locali, sia nazionali.

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