Belle a tutti i costi con la chirurgia estetica: ma ne vale la pena

I racconti di un chirurgo estetico sulle storie più significative che ha incontrato

Figlie che vogliono emulare le madri, madri che trascinano le figlie dal chirurgo perché le vogliono perfette, donne che non accettano di invecchiare e lottano contro il tempo, fidanzati che impongono ritocchini alle loro amate… In tanti anni di carriera il dottor Pietro Lorenzetti ne ha viste e sentite di ogni colore. Specialista in chirurgia plastica, ha lavorato in tutto il mondo, è membro della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Le storie più significative e emblematiche le ha raccolte in un libro gustoso, commovente e divertente: “Intelligenza estetica“.

«Ci sono delle differenze tra Nord e Sud nel modo di affrontare la chirurgia estetica – ci racconta il dr. Lorenzetti – a Roma per esempio le donne sono più barocche nei ritocchini, a Milano lo stile è più sobrio e contenuto. Una cosa va detta chiaramente: la colpa è in primis di chi accontenta, non della cliente che domanda. Bisogna saper mandare a casa certe pazienti». Quali per esempio? Le adolescenti insoddisfatte a cui mamma e papà pagano il ritocco: «Non esiste un’età giusta per andare dal chirurgo, ma un’età sbagliata sì: mai ritoccare una donna soto i 20 anni. Il corpo non ha ancora finito di formarsi, lo sviluppo non è completo, si può ancora cambiare molto. Diciamo che l’età giusta è legata soprattutto all’equilibrio psichico della cliente. Una delle domande che faccio sempre alle mie clienti è: “Da quanto tempo lei sta pensando a questo intervento?”. Se è una scelta fatta di getto non va bene, ma non va bene neppure se mi dicono che hanno già visto 7 o 8 altri dottori, perché questo significa che poi saranno insoddisfatte comunque, che sono indecise in partenza, poco motivate».

Mai fidarsi di… «Dei medici che non sono chirurghi plastici. Ci sono molti dentisti, per fare un esempio, che si lanciano a proporre ritocchini: bisogna sempre mettersi nelle mani di un professionista. Mai fidarsi di chi non propone una seconda visita: non è serio. Mai fidarsi del computer: simulare al pc come si diventerà dopo il bisturi non rende mai completamente l’idea, crea aspettative e non tiene conto delle reazioni del signolo individuo e del corpo».

Turismo chirurgico: sempre più donne vanno all’estero a farsi dare una sistematina perché i prezzi sono più contenuti: «Sento sempre più clienti che mi dicono “Siete troppo cari voi dottori, vado in Tunisia”. Io dico solo questo: noi passiamo una vita a studiare e a specializzarci e spendiamo migliaia di euro l’anno per aggiornarci e per le assicurazioni sanitarie, per offrirvi le migliori garanzie post operatore. In Tunisia (o altrove) in mano a chi vi mettete? Quali garanzie avete? E che succede se qualcosa va storto?».

I casi più lampanti, quelli a cui dire “no, non la opero” senza esitazione: «Bisogna capire che cosa muove realmente la paziente e farle molte domande. Ho sempre molti dubbi su chi si presenta con il partner e poi parla solo lui e dice come la vorrebbe e che vorrebbe che le facessi. Poi ci sono quelle che non vogliono fare la seconda visita e dicono “ah sono già decisissima”: troppo impulsive, non vogliono ascoltare, invece è fondamentale, per la soddisfazione del paziente, capire benissimo quale sarà il decorso post-operatorio. Poi ci sono quelle che si presentano con la foto del personaggio famoso a cui vogliono somigliare. O le figlie che vogliono somigliare alla madre. O le madri che vogliono figlie perfette. Quando una ragazza viene accompagnata dalla mamma nel 90% dei casi il problema sta nella mamma».

Il libro è ricco di storie affascinanti, malinconiche, divertenti, positive e negative. Ci sono Anna e Giovanni, sulla trentina: lui non è soddisfatto del seno di lei e le impone una visita dal chirurgo. C’è Matilde 43 anni, che vuole rifarsi almeno sei parti del corpo e non sa da dove cominciare. C’è Asia, 34 anni, madre di due gemelli, che vuole regalarsi un corpo di nuovo fresco dopo tanto tempo che non dedica nulla a se stessa. C’è Giorgia, 26 anni, che vuole cambiare sesso e che da donna, una volta operata, condurrà finalmente la vita felice e serena che voleva. C’è Gianandrea, 31 anni informatico, che vuole eliminare la pelle di troppo dopo un dimagrimento (perché si operano anche gli uomini che chiedono soprattutto l’addominoplastica).  Ci sono tanti casi umani, storie personali belle e brutte ma tutte affascinanti.

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