Arriva il picco dell’influenza: consigli per prevenirla e curarla

Puntuale come ogni inizio d’anno, arriva il picco dell’influenza. Siamo già nel pieno dell’epidemia, ma stando agli esperti il culmine si avrà solo fra qualche settimana, tra fine gennaio e inizio febbraio. 

Le categorie più colpite, come sempre, sono gli anziani, i bambini (soprattutto al di sotto dei 4 anni), le donne incinte e i malati cronici
Gli esperti  spiegano inoltre che “Il virus che sta circolando maggiormente è di tipo A H1N1, quello che ha causato la pandemia del 2009”. Ecco perché, mentre gli adulti hanno avuto contatti con virus simili negli ultimi decenni e sono parzialmente protetti, i bambini e gli adolescenti sono senza difese.

Fermo restando che c’è ancora tempo per il vaccino antinfluenzale (raccomandato vivamente agli anziani e consigliato ai bimbi, anche se per questa seconda categoria i pareri sono discordati), il sito osservatorioinfluenza.it raccomanda alcuni gesti utili a prevenirla e i rimedi per curarla. Vediamoli insieme.

PREVENIRE L’INFLUENZA

Poiché l’infezione viene trasmessa via orale (tossendo, starnutendo, parlando) o per contatto con oggetti e superfici infette, viene da sé che fondamentali, per prevenire il virus, sono la buona igiene delle mani e delle vie respiratorie. A tal proposito l’ECDC (Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie) ha formulato quattro raccomandazioni:
1. Lavare le mani o, in assenza di acqua, utilizzare gel alcolici.
2. Coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti usati e lavarsi le mani.
3. Rimanere a casa quando si sia affetti da malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale.
4. Usare mascherine quando chi è affetto da sintomi influenzali si trovi in ambienti sanitari quali gli ospedali.
 
CURARE L’INFLUENZA
La terapia dell’influenza mira più che altro ad alleviare i sintomi, che tuttavia non possono essere annullati completamente, perché il virus deve comunque fare il suo decorso. Si ricorre perciò a farmaci che agiscono abbassando la temperatura corporea, alleviando il dolore e permettendo una respirazione libera da ostruzioni. Sono utili il riposo a letto, un’adeguata idratazione e l’umidificazione degli ambienti. Occorre astenersi dal fumo e dal consumo di alcolici, che contribuiscono ad aggravare la sofferenza dell’apparato respiratorio già colpito dal virus
 
QUALI MEDICINALI USARE
I dolori muscolari e la febbre possono essere trattati con antinfiammatori e analgesici (avendo cura di evitare l’acido acetilsalicilico nei bambini a favore del paracetamolo o l’ibuprofene per prevenire la possibile insorgenza della sindrome di Reye). Nella classica influenza gli antibiotici sono inutili e non vanno assolutamente impiegati; anzi il loro uso può rivelarsi addirittura dannoso per la possibilità di determinare un’alterazione della flora batterica delle prime vie respiratorie, con conseguente possibilità di favorire una superinfezione da parte di un microrganismo resistente. Gli antibiotici trovano invece indicazione nelle complicanze batteriche broncopolmonari.
 
IL VACCINO
“Il vaccino antinfluenzale è un cosiddetto trivalente”, spiega Maria Cristina Rota del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di Sanità: “contiene cioè tre diversi virus influenzali inattivati, ciascuno di un preciso sottotipo, e viene somministrato tramite un’iniezione nel braccio”. Come avviene per tutti i vaccini, così facendo si stimola l’organismo a produrre anticorpi verso i virus contenuti nella formulazione, sviluppando una sorta di scudo per quando ci si troverà esposti al contagio.
“Al momento l’influenza non ha ancora raggiunto il culmine dell’epidemia”, continua la Rota “per questo c’è ancora un margine di tempo per chi desidera vaccinarsi.
Sottoporsi o meno al vaccino è una libera scelta, ma ci sono categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata (e gratuita) dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale del ministero della Salute: over 65, bambini sopra i 6 mesi, e chi soffre di disturbi che che aumentano il rischio di complicanze da influenza (malattie respiratorie croniche, problemi cardio-circolatori, diabete mellito, insufficienza renale, tumori, carenze di anticorpi e altre patologie). Sul sito del ministero della Sanita esiste il Vaccinometro, per capire se si fa parte di una categoria per la quale è consigliato il vaccino.
 
 
 
VACCINO Sì, VACCINO NO NEI BAMBINI?
Se l’esecuzione della vaccinazione è sicuramente raccomandata nei bambini che presentino delle condizioni cliniche che comportano un aumento del rischio di complicazioni, non vi è al momento accordo fra  gli esperti sull’opportunità di inserire fra le categorie da vaccinare in via prioritaria anche i  bambini sani. La ragione di questa incertezza è riconducibile in primo luogo al fatto che non sono per il momento disponibili studi clinici controllati che ne dimostrino l’efficacia. Questa differenza di posizioni si traduce in un diverso atteggiamento da parte delle autorità sanitarie dei diversi paesi. Per  esempio negli Stati Uniti, in Canada e in un piccolo numero di paesi europei (Gran Bretagna, Finlandia, Ungheria e Malta) è attualmente raccomandata la vaccinazione dei bambini sani di età compresa tra 6 e 24 mesi (o fino a 5 anni), anche se per il momento non sono disponibili dati sufficienti a valutarne l’impatto.  Nel nostro paese l’orientamento è quello di riservare la vaccinazione ai bambini a “rischio”. Questo non vuol dire che vi siano controindicazioni a vaccinare i bambini “sani” di età superiore a 6 mesi per i quali valgono le stesse regole (in termini di dosaggio e di numero di dosi) applicate nei bambini appartenenti ai gruppi a rischio.
 

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