Lo yoga del futuro sfida la forza di gravità

Si chiama Antigravity ed è l’ultima frontiera di una disciplina antichissima come lo yoga. Si basa sulla fusione di pilates, ginnastica ritmica, danza e unisce i benefici dello yoga con il sollievo della colonna vertebrale. Le asana (posizioni) infatti, sono praticate in totale assenza di gravità, grazie a dei lenzuoloni-amaca appesi al soffitto che contengono il corpo "tre metri sopra il cielo". Esercizi in sospensione che sono un vero toccasana per la schiena e la circolazione, giurano gli adepti. Ma soprattutto un brivido di leggerezza che poche altre discipline riescono a darti.

Questa non è la sola novità che viene presentata a Milano durante lo Yogafestival (da venerdì 9 a domenica 11 ottobre – Superstudio Più), chi soffre di vertigini potrà avere un assaggio di Yoga Sistemico, che lavora in profondità sui sistemi del corpo, nervoso, dei liquidi, simpatico e parasimpatico. Mentre i più dinamici, che hanno bisogno di scaricare le tensioni ad alta velocità, sceglieranno il classico Power Yoga.  Lo Yoga e Qigong, invece, si focalizza su un sistema di movimenti, fluidi e aggraziati, ed è pensato per chi desidera aumentare la propria forza vitale. Se fino a qualche anno fa le discipline orientali erano appannaggio di qualche alternativo o di uno manipolo di celeb, oggi non c’è palestra che non affianchi sessioni di yoga alle tradizionali lezioni di step, per un completo equilibrio corpo-mente.

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Lo yoga del futuro sfida la forza di gravità