Antibiotico sì o no? Un nuovo test ci dirà se funzionerà (prima di usarlo)

Un team di ricercatori degli Stati Uniti ha messo a punto un nuovo test che potrà dirci in anticipo se l'antibiotico avrà effetto o meno

La buona notizia arriva dagli USA: un team di ricercatori ha messo a punto un nuovo metodo in grado di determinare in pochissime ore, e prima della sua assunzione, se l’antibiotico avrà o meno l’effetto sperato. Questo test potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro il crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza e potrebbe essere un valido aiuto per aiutare i medici ad identificare la cura più adatta per ogni paziente.

L’efficacia di tale test è stata dimostrata in uno studio pubblicato online durante questa settimana sulla rivista EBioMedicine da un’equipe di biologi della UC San Diego (USA) guidata dal professore di Biologia Kit Pogliano: la ricerca ha avuto come punto di partenza un test di suscettibilità per Staphylococcus aureus, uno dei principali batteri responsabili di infezioni suppurative e nocosomiali, e caratterizzato da un’elevata antibiotico-resistenza . Il metodo è stato sviluppato al microscopio e ha consentito di effettuare, come dice Kit Pogliano, “un’autopsia” delle cellule batteriche. In altre parole tale approccio consente di determinare per ogni cellula la causa della morte.

L’equipe di scienziati ha successivamente provato a verificare se lo stesso metodo poteva essere applicato per lo studio della sensibilità batterica nei confronti di determinati antibiotici: i risultati sono stati sorprendenti: il team di scienziati, infatti, è stato in grado attraverso tale metodo di identificare e distinguere con precisione estrema i ceppi batterici più o meno sensibili a determinati farmaci, fornendo quindi anche informazioni sul meccanismo d’ azione di specifici antibiotici. Inoltre il test è stato in grado di fornire i risultati in modo preciso ed estremamente rapido, e per questo il team di biologi assicura che potrà essere presto riprodotto per lo studio della sensibilità di altri tipi di batteri, aprendo quindi la strada verso un nuovo approccio terapeutico che possa guidare i medici nella scelta della cura più appropriata.

Per la ricerca questo rappresenta un passo davvero importante, visto ormai che il fenomeno dell’antibiotico-resistenza si sta trasformando sempre più in una vera e propria emergenza che minaccia seriamente la salute pubblica. Il problema è stato poi ulteriormente aggravato dall’utilizzo massiccio ed eccessivo di questi farmaci, molto spesso addirittura auto-prescritti dai pazienti anche in caso di una non reale necessità. La speranza è che lo sviluppo di un approccio farmaceutico più mirato possa finalmente porre fine all’abuso di questi medicinali e forse anche limitare la comparsa di ulteriori ceppi batterici resistenti.

Immagini:Depositphotos

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