Alzheimer: basterà un esame all’occhio per la diagnosi

La diagnosi dell'Alzheimer potrà essere fatta, in un prossimo futuro e in modo veloce e indolore, con un semplice test della retina oculare

Attualmente la diagnosi dell’Alzheimer è fatta attraverso particolari osservazioni cliniche che ripercorrono la storia del paziente e si utilizzano avanzati sistemi di imaging biomedico, come la risonanza magnetica o i vari tipi di tomografia (computerizzata, a emissione di fotone singolo, a emissione di positroni), per verificare la presenza o meno di altre patologie cerebrali o altri tipi di demenza. Tutto questo però sta per cambiare, grazie ad una rivoluzionaria novità che arriva direttamente dagli Stati Uniti d’America.

Ad oggi ancora in via sperimentale, il nuovo esame diagnostico prevede dei semplici test all’occhio, come quelli che si fanno dall’oculista, per verificare la presenza di eventuali corpi anomali nella retina, i quali sono un diretto segnale della presenza della proteina amiloide nel cervello, considerata come uno dei fattori scatenanti del morbo. I test in questione sono la Tomografia Ottica Computerizzata e l’autofluorescenza laser blu. Si tratta di esami veloci, indolori e poco costosi, ma che offrono massima resa nella diagnosi dell’Alzheimer e in grado di prevedere l’insorgenza della malattia con 10/15 anni di anticipo.

In questo modo i medici specialisti avranno tutto il tempo di verificare lo stato di avanzamento della demenza, potendo così intervenire nel migliore dei modi con terapie ad hoc ed interventi farmacologici. Al momento la sperimentazione è in atto su 63 pazienti USA considerati a rischio, dato che dalla diagnosi dell’Alzheimer è risultato che tutti presentavano delle anomalie nella retina. Il loro stato di salute verrà monitorato nel tempo per verificare se effettivamente si ammaleranno. Questo lascia presupporre quindi che ci vorranno ancora un bel po’ di anni prima che questo nuovo sistema diagnostico diventi alla portata di tutti.

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa. Si manifesta prevalentemente oltre i 65 anni di età e il sintomo più comune è la perdita di memoria a breve termine. Successivamente tendono a svilupparsi sintomi come la depressione, l’afasia, il disorientamento, fino a diventare completamente incapaci di prendersi cura di se stessi. Dopo l’insorgenza della patologia, l’aspettativa di vita del soggetto varia in media dai tre ai nove anni. Attualmente le terapie esistenti possono parzialmente rallentare il decorso della malattia, ma non esistono ancora trattamenti in grado di arrestarne o invertirne il decorso degenerativo.

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