Alle terme per curare l’infertilità

Certe acque possono aiutare il concepimento in caso di infezioni intime o della menopausa che si avvicina

Non riuscite a rimanere incinta? Niente panico e soprattutto non precipitatevi ad acquistare un biglietto aereo di solo andata per l’Australia. Magari con l’intenzione di fare un bagno nelle acque delle cascate di Kununurra (dove Nicole Kidman e altre cinque donne, tutte impegnate nella lavorazione di Australia, dopo essersi immerse sono rimaste tutte miracolosamente gravide). Oppure per nuotare tra le acque delle cascate Edith, nel parco di Nitmiluk, a Katherine Gorge, a cui la cultura aborigena affida virtù analoghe. Non serve: sono sempre più numerosi infatti i centri wellness nostrani che offrono programmi specifici per combattere l’infertilità. Quando la difficoltà ad avere figli è dovuta alla menopausa che si avvicina o a infezioni dell’apparato riproduttivo, le cure temali possono contribuire a dare una mano a Madre Natura. Si tratta comunque semplicemente di uno dei tanti modi possibili per aumentare le possibilità di concepimento (le cause dell’infertilità sono tantisisme e diverse in ogni donna) e mai di miracoli.

In presenza di precedenti infezioni vulvo vaginali, interventi chirurgici all’apparato genitale o infiammazioni pelviche, le irrigazioni con acque curative possono essere di supporto a terapie mediche più mirate, contribuire a migliorare i livelli ormonali e stimolare la funzionalità ovarica. Le acque salso-iodiche e salso-bromo-iodiche possono rivelarsi, ad esempio, un vero toccasana contro i processi infiammatori degli organi riproduttivi e generare effetti benefici sulla fertilità femminile. Da sole però le acque dei centri di cura, con poteri antinfiammatori, possono essere utili solo se supportate da terapie più mirate. Anche perché ogni donna risponde ai trattamenti in modo diverso: alcune riescono a rimanere incinta dopo solo un week-end, altre dopo diversi cicli di cura mentre per altre ancora i benefici possono rivelarsi del tutto inutili. Prima di sottoporsi a queste terapie si consiglia sempre la visita di uno specialista e in ogni caso l’esecuzione di alcuni esami clinici per infertilità, onde essere certi della possibile efficacia del trattamento. Ricordiamo poi che, le cure termali come i bagni e le irrigazioni vaginali sono convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale. È sufficiente richiederne la prescrizione al medico di famiglia.

Diverse le stazioni termali presenti sul territorio nazionale che offrono terapie ginecologiche ad hoc. Le acque salsobromoiodiche e i rimedi naturali delle Terme di Salsomaggiore, per via delle grandi proprietà antinfiammatorie, possono offrire un rimedio a disturbi intimi e persino ad alcune forme di sterilità femminile. Consigliate irrigazioni e aerosol vaginali, ma anche fanghi caldi da applicare nella zona addominale per stimolare l’attività ormonale.
Nel 1968, su indicazione di un noto ginecologo svizzero, Sofia Loren soggiornò proprio qui e dopo nove mesi, dalla sua partenza dalla città termale, la famosa attrice poteva farsi chiamare mamma. Benefiche per il concepimento anche le acque, ricche di radioattività, di Ischia. Qui si può scegliere di sottoporsi a bagni termali, anche di coppia, seguiti da trattrametni che sutimolano l’attività ormonale, o fare irrigazioni e aerosol, servizio offerto dalle Terme comunali dell’isola, dal potere anti-infiammatorio.

Alle terme per curare l’infertilità