Aiuto telefonico per i malati di Alzheimer

Istituita dalla Federazione Alzheimer Italia, da quindici anni la linea aiuta i malati e i loro famigliari direttamente a casa loro

La Federazione Alzheimer Italia, attualmente guidata da Gabriella Salvini Porro, nel 1991 ha istituito la linea telefonica Pronto Alzheimer.
Uno staff di otto persone, fra cui sei volontari, supervisionato da una psicologa , risponde al numero 02-809767 dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì. Molte delle oltre 4600 richieste di aiuto pervenute riguardano indicazioni sui sintomi legati all’Alzheimer ed alla gestione del malato, ma sono state date anche consulenze legali, sociali e psicologiche inerenti la malattia.

L’Alzheimer è una malattia degenerativa che colpisce prevalentemente le persone oltre i sessantacinque anni d’età, che può essere diagnosticata con certezza solo mediante biopsia cerebrale. I sintomi più comuni, “campanello d’allarme” soprattutto durante le prime fasi, sono la perdita di memoria a breve termine, la difficoltà nello svolgere azioni abituali e disturbi del sonno. Se sospettate che qualcuno di vostra conoscenza sia affetto da questa malattia allo stadio iniziale, rivolgetevi ad un medico geriatra per sottoporre il vostro caro ad una visita ed una diagnosi precoce della malattia. Chiedete aiuto anche alle associazioni presenti sul territorio. Il vostro medico di base (o, in alternativa, “Pronto Alzheimer”) saprà darvi indicazioni a riguardo.

Con oltre il cinquanta per cento della totalità dei casi, è la forma di demenza che colpisce più frequentemente. Chi contrae il morbo di Alzheimer ha un’aspettativa di vita di cinque – dieci anni. Il sesso femminile è il più colpito: una donna di età superiore ai 65 anni ha una possibilità su sei di contrarre la malattia, contro una possibilità su undici di un suo coetaneo maschio. Nonostante non siano ancora ben chiare le cause, è certo che la carenza di sonno gioca un ruolo fondamentale. Anche una dieta ricca di certi tipi di oli contribuisce, nel lungo periodo, a scatenare la malattia. Viceversa, una dieta ricca di pesce, acidi grassi omega-3 e vitamine, soprattutto del gruppo B, contribuisce a prevenire la malattia.

L’Alzheimer non si combatte solo a tavola, ma anche stando all’aria aperta, nel tempo libero e di notte: una moderata attività fisica, la soluzione di problemi enigmistici ed un sonno regolare sono stati indicati dagli studiosi come “in grado di prevenire le forme di demenza”.
La ricerca, sia in Italia che all’estero, è tuttora in corso: ci auguriamo nuovi, precoci ed interessanti sviluppi, possibili grazie sia all’impegno dei ricercatori, sia ad un adeguato finanziamento della ricerca.

Immagini: Depositphotos

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