Trattamenti estetici sempre più richiesti tra gli uomini

Maschi sempre più vanitosi e con la paura di invecchiare: ecco cosa scelgono per eliminare rughe e inestetismi

Gli uomini, come le donne, temono il tempo e i segni che lascia sul viso. I trattamenti estetici non sono più una prerogativa femminile, ci conferma il dermatologo Giuseppe Alessandrini: «È sempre più frequente la richiesta da parte di uomini di migliorarsi o o mantenere un aspetto giovane. Non sempre si tratta una richiesta chiara, spesso è nascosta. Capita che gli uomini si rechino dallo specialista per un’altra consultazione e alla fine chiedano un intervento estetico. Il numero di quelli che lo fanno è in costante crescita: si rileva un 20-30% in più rispetto a 3 o 4 anni fa».

Gli uomini sono vanitosi ma si vergognano di ammetterlo?
Sì, c’è un filo di vergogna. La facilità nel superarla dipende molto dalla sensibilità del medico. Riuscendo a captare questo tipo di incertezza si scopre la verità. Rispetto alla donna il pazione maschile chiede di più, perché quando il viso maschile inizia a presentare i segni dell’invecchiamento ci vuole molto per attenuarli. La donna al contrario ottiene risultati in meno passaggi. Questo può dipendere anche da uno stile di vita diverso, magari può tempo trascorso all’aperto, sotto i raggi solari, ma soprattutto dal tipo di pelle: quella maschile è più spessa.

Chi è il cliente tipo, e da cosa è motivato?

La fascia d’età va dai 35 ai 50-60 anni. Si cerca un ringiovanimento estetico per una seconda vita, una nuova compagna, una nuova opportunità di lavoro, il trasferimento in una nuova città. Molti poi stanno imparando a comprendere l’importanza della prevenzione, facendo degli interventi soft per prevenire.

Quali sono i trattamenti più richiesti?
L’uomo sbircia i giornali femminili. Oggi conosce i trattamenti di prevenzione dei danni solari, cioè i filtri solari, che qualche anno fa non erano molto considerati: l’uomo non dava importanza allo schermarsi dai raggi del sole. I trattamenti più richiesti sono nell’ordine il peeling, il filler e la chirurgia estetica, soprattutto interventi alle palpebre e agli angoli della bocca e della mandibola.

Gli uomini hanno paura degli aghi e cercano trattamenti meno invasivi perché hanno una bassa soglia del dolore. Come lo si spiega?
Probabilmente la motivazione va cercata in maniera ancestrale. La donna fin dalla più giovane età impara a convivere con un dolore mensile, le mestruazioni, poi vive i dolori del parto. L’uomo non affronta da subito il dolore e quando gli capita di affrontarlo lo regge meno della donna. Il dolore però è sempre relativo, personale.

La pelle  della donna e quello dell’uomo invecchiano diversamente?
L’aspetto della pelle della donna è legata agli ormoni. Fino a 50 anni la pelle giova degli estrogeni, via via in calando. Per l’uomo il discorso è diverso: non si accorge di invecchiare gradatamente ma piuttosto subisce un crollo improvviso. È un concetto anche di architettonica della pelle: in genere quella maschile è spessa, raramente troviamo un uomo con la pelle sottile. È più facile attenuare i segni del tempo su una pelle sottile che su una pelle spessa.

Quali sono le novità nel campo dei filler?
Il glyton, un acido ialuronico ad alto peso molecolare ben studiato in termini di moderna valutazione di sicurezza. Fornisce ottimi risultati a livello di riempimento e ha una media/lunga durata. All’acido ialuronico è aggiunta il mannitolo, un derivato di uno zucchero con proprietà antiossidanti, che riempie e dona compattezza ai tessuti perché è in grado di ripristinare l’elasticità e preservare il turgore della pelle. La durata è di 12 mesi. Non provoca gonfiori, irritazioni, è subito alloggiato nel solco della ruga. Facendolo il pomeriggio la sera si può già uscire. Per questo è possibile fare anche interventi dell’ultimo minuto.

Ci sono dei rischi?

Con il glyton non ci sono rischi di allergie perché l’acido ialuronico è lo stesso che l’organismo produce, che ha la pelle. In questi primi mesi di utilizzo non ci sono state reazioni allergiche né immediate né ritardate. Anche il mannitolo non dà reazione. Non sono conosciute tossicità. In rarissimi casi ci sono piccole ecchimosi o ematomi ma sono dovute alla vicinanza di una vena o a una pelle molto delicata e sottile, non a reazioni allergiche. Negli anni passati si sono verificati di indurimento, cioè granulomi freddi, che però non è neach’essa una reazione allergica. Si riassorbono facilmente e i casi segnalati sono davvero molto rari. Una cosa molto importante: il medico deve essere sempre presente anche dopo il trattamento, per capire com’è andata, per verificare se c’è o no soddisfazione da parte del paziente.

Come accertarsi che il filler è sicuro?
Oggi c’è un grande controllo su queste sostanze. Nella scatola dei filler ben fatti ci sono due adesivi. Uno va attaccato sulla ricetta medica, firmata, datata, insieme al consenso dell’operazione. L’altra rimane al medico. Questi adesivi sono una garanzia: permettono rintracciare i lotti di produzione. La realtà produttiva deve essere controllata e ben documentata. Sul mercato ci sono prodotti meno costosi, ma è meglio essere sicuri dell’origine del filler e non rischiare.

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