Eccessi addio: le nuove tendenze capelli del 2020 secondo Salvo Filetti

Hairdesigner e beauty coach televisiv Salvo Filetti è nato con le forbici in mano. Lui che della bellezza ha fatto il suo mestiere ci dice: «Il vero lusso oggi è accettarsi. Solo così si può fiorire»

Hairdesigner, co-fondatore di Compagnia della Bellezza e della Joyàcademy, nonché beauty coach televisivo a Detto Fatto, Salvo Filetti è letteralmente nato con le forbici in mano. «Tutto è cominciato per il semplice fatto che mio padre faceva lo stesso mestiere, ma in un’era in cui fare il parrucchiere era tutt’altro che allettante e motivante», ci ha raccontato nel backstage del grande show HAIR IC.ONE, che il 27 ottobre ha riunito a Rho Fiera Milano tutti i brand L’Oréal Prodotti Professionali in uno spettacolo che ha svelato le tendenze capelli 2020.

Come nasce la passione per il tuo mestiere?
«Ero il piccolo di cinque figli e papà ci aveva provato con tutti a tramandare l’attività, ma tutti se ne scappavano, andavano all’università alla ricerca del “bel mestiere” che significava fare l’ingegnere, l’architetto, il medico. Non certo il parrucchiere! Io dalla quinta elementare ho iniziato a lavorare con lui mentre frequentavo la scuola, e per tutta l’estate durante le vacanze. Così è andata avanti fino alla quinta superiore. La cosa pazzesca è che ho scelto questo mestiere per passione ma avevo una grande frustrazione dentro, me ne vergognavo. È una cosa che mi sono trascinato per molti anni.

Vergognarsi, perché?
Quando mi chiedevano: «Cosa vuoi fare finita la scuola?» mi sembrava brutto rispondere “il parrucchiere”. Ma questo alla fine mi è servito, perché questa vergogna col tempo si è trasformata in energia e grinta, voglia di dimostrare che anche questo mestiere poteva essere nobilitato e diventare altro, di più di quello che era. Ed è stato il lavoro che poi sono riuscito a fare negli anni, ovvero associare il mondo del designer al mondo dei parrucchieri. Oggi questo si è tradotto nella capacità di creare collezioni dedicate a migliaia di donne e personalizzarle su ogni singola donna, quindi in grado di valorizzare ogni donna.

Cos’è la bellezza oggi?
L’unico trend vero è la bellezza inclusiva, quella in cui la realtà è la protagonista, a tutte le età, con tutte le imperfezioni, tutti i colori, tutte le forme e le taglie. Per questo nella mia esibizione a Hi.con 2019 ho portato sul palco una 60enne e una ragazza curvy, perché volevo celebrare tutta la bellezza.

Quando hai capito che avevi fatto il salto di qualità che sognavi?
Ne ho preso consapevolezza strada facendo, in modo graduale. Ma c’è stata una coincidenza ufficiale che ha segnato questo passaggio: quando abbiamo iniziato a collaborare con un’Università di Torino in un corso dedicato al mondo dei parrucchieri, dove sono entrati in campo insegnanti di altri settori, del mondo del fashion, dell’auto. Questa coesione ha fatto nascere la nuova idea di formazione, il percorso di quello che io chiamo “l’ultraparrucchiere”. Perché il parrucchiere di oggi per fare il suo lavoro al meglio deve crescere, evolversi. Oggi, anche grazie ai social, la donna-cliente è più informata, la cultura estetica è migliorata molto, quindi dall’altra parte ci deve essere grande competenza e conoscenza. Di contro siamo entrati in una nuova omologazione perché ci ritroviamo ad andare al salone a mostrare la foto sul telefonino dicendo: «Voglio i capelli come lei», senza renderci conto che il nostro modello di riferimento vive una realtà diversa dalla nostra, ha capelli diversi, un corpo diverso, altro volto, uno stile diverso, un’altra anima e soprattutto altre imperfezioni da accogliere per diventare unica.

Avere questa consapevolezza non è da tutte però
Mi rivolgo ai parrucchieri e dico loro che oggi più che mai c’è da lavorare per crearsi nuove competenze che portino a gestire questo momento importante per la donna. Significa saperla ascoltare, avere una capacità di fare una proposta innovativa, offrire servizi tecnologici e super personalizzati, prodotti di alta qualità. E infine vogliamo andare controtendenza rispetto a un mondo ossessionato da tutto ciò che è veloce, guidando le donne verso un sentimento slow, dove il ben fatto col giusto tempo perché duri nel tempo, è necessario ed è quello che fa la differenza. Prendetevi il vostro tempo quando andate dal parrucchiere.

Salvo Filetti Hair Designer

Al di là della competenza tecnica, cosa deve fare un bravo parrucchiere?
Il parrucchiere deve sapere mantenere intatta la sua capacità di ascolto e di rispetto della donna. Ma deve anche ricordarsi la donna si aspetta una proposta esterna, che la stupisca. Poi questo consiglio non necessariamente deve essere seguito alla lettera dalla cliente. Credo che a volte una donna abbia il bisogno di sentire altro da sé, qualcosa di nuovo rispetto a ciò che ha scelto a priori prima di andare dal parrucchiere. Il parrucchiere deve vedere in te quello che tu non hai mai visto di te stessa.

Taglio e colore possono diventare elisir di giovinezza?
Mi fai felice con questa domanda, perché io rifiuto quasi completamente il modo in cui si sta evolvendo la chirurgia estetica. Per me quindi il taglio sì è un elisir di giovinezza. Se da una parte c’è la tendenza alla chirurgia facile, dall’altra per fortuna si sta imponendo in contrapposizione un mondo che promuove un’estrema naturalità e tutte le sue imperfezioni. O si appartiene a uno o si appartiene all’altro, in non giudico però sponsorizzo fortemente l’accettarsi nella propria natura. Il vero lusso oggi è accogliersi e accettarsi. Questo ti porta a fiorire.

Tagli: cosa ci attende nel 2020?
Le collezioni si declinano su tutte le lunghezze, non ne esiste più una che si impone su un’altra. Se facciamo una collezione la rivolgiamo a tutte le tipologie di donne. Già quest’inverno i corti stanno diventando meno ossessivi, più addolcenti e sfinati nei punti giusti, in grado di essere passepartout su tanti volti. Poi ovviamente non è che scompaiano i corti con una personalità estrema ma sono proposti in una versione “finto corto”. Siamo in pieno boom di chin bob (l’intramontabile caschetto a lunghezza media, ndr.) che è per me “lo stile senza tempo che è sempre in tempo”. Per me in questo momento è la fotografia chiara del fatto che l’eccentricità non è la forma in sé del taglio, ma è chi lo porta e come lo porta che fa la differenza. Infine si vedranno tante scalature soft su un lungo long up, che si ferma all’altezza del seno: non è più il lungo ossessivo stile Anni 90, extensionato. La scalatura è studiata ad hoc per rendere wave la texture dei capelli.

E il colore?
La colorazione extra strong è in pausa, si va verso un effetto glow che dona grande lucentezza e profondità, con meno contrasti ma grande attenzione alla qualità dei capelli. Proponiamo trattamenti vegani che donano i colori della terra. C’è nell’aria grande voglia naturalezza e attenzione alla salute dei capelli.

Potendo rifare il look a qualcuno, a chi penseresti?
Cambierei qualcosa a tutte le annunciatrici Rai. Quando mi sveglio la mattina provo un dolore estetico nel vedere delle donne pettinate come Barbie.

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