Lo shatush vi fa belle: l’effetto che tutte vogliono sui capelli

Se anche a voi è capitato che le vostre mamme, con una certa spocchia, vi abbiano osservate dopo una seduta studiatissima dal parrucchiere e liquidato due ore di lavoro sui capelli con un: "Ah, ti sei schiarita le punte?", allora avete aperto la pagina giusta.

Come voi, sono state sedotte dallo shatush (di grande tendenza) celebrities del calibro di Penelope Cruz, Melissa Satta, Eli Canalis, Julia Roberts, Sabrina Ferilli, Bianca Balti, Sarah Jessica Parker per citare solo alcune tra le più iconiche che hanno bandito le ormai obsolete meches per passare a questa nuova tecnica capace di donare luce, valorizzando il colore naturale dei capelli.

Nato negli anni ’60 per valorizzare le star hollywoodiane, questa decolorazione che dona una immagine disinvolta e fresca è stata ripensata con i prodotti dei giorni nostri da Aldo Coppola, hair stylist recentemente scomparso a causa di una grave malattia, che ha di fatto rilanciato questa schiaritura non definitiva e graduale, per restituire alle donne una componente di bellezza selvaggia oscurata dall’artificialità imposta dalla moda.

Posto che ogni stylist ricorre a proprie e specifiche tecniche, in linea generale per ottenere questo effetto così particolare, i capelli vengono suddivisi in sezioni e il decolorante applicato sulle ciocche cotonate in maniera disomogenea, in modo che si ottenga un risultato quanto più variegato e progressivo lungo l’intera lunghezza, dalla radice alle punte. Ovviamente perché il risultato sia soddisfacente, è fondamentale che la decolorazione sia graduale e assecondi il colore naturale illuminando il viso. Fondamentale sarà studiare le ciocche da schiarire.

Non essendo un trattamento che prevede il ricorso a tinture in senso proprio, non ci sono controindicazioni in linea di massima anche se vi consigliamo comunque di provare i prodotti sulla pelle almeno il giorno prima e monitorare le eventuali reazioni. Meglio attendere piuttosto che avere brutte sorprese.

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