Capelli bianchi, perché lo stress li fa venire

A rispondere ci ha pensato un recente studio condotto da un'equipe dell'Università di Harvard

Stress e capelli bianchi: quante volte abbiamo sentito parlare di questo binomio? Tantissime! Grazie a uno studio condotto da un’equipe attiva presso l’Università di Harvard è oggi possibile farsi un’idea un po’ più chiara su come mai lo stress fa ingrigire i capelli (a contribuire a questo effetto ci pensano pure il fumo di sigaretta e la genetica).

Il lavoro scientifico sopra citato, i cui dettagli sono stati pubblicati a fine gennaio sulle pagine della rivista Nature, ha visto gli studiosi monitorare la condizione di alcuni topi di laboratorio che, sottoposti a diversi stimoli stressogeni – stress di contenimento, stress cronico imprevedibile, stress indotto dalla nocicezione – hanno palesato un ingrigimento del manto.

Una volta appurata questa conseguenza, gli esperti si sono impegnati al fine di approfondire i meccanismi alla base di tutto questo. Cosa hanno scoperto? Prima di tutto che nel meccanismo sopra descritto non risultava coinvolto il cortisolo.

Nei topi in cui l’attività di questo ormone era stata soppressa, a seguito dell’applicazione degli stimoli stressogeni l’ingrigimento si concretizzava comunque. Anche per quanto riguarda gli attacchi al sistema immunitario, non è stato possibile trovare alcun collegamento con la perdita di pigmentazione dei peli dei topi. 

In tutti i casi, gli esperti hanno avuto modo di notare, previo aumento dei fattori di stress, un incremento della secrezione di corticosterone e noradrenalina. Gli studiosi hanno così cercato di capire se questi fattori avessero o meno un ruolo nella perdita delle cellule staminali dei melanociti.

Partendo dai dati di sequenziamento dell’RNA delle cellule staminali dei melanociti, gli esperti sono riusciti a capire che alla base del processo di ingrigimento c’è l’attivazione del sistema nervoso simpatico e, in particolare, del neurotrasmettitore noradrenalina (quest’ultimo è in grado di assorbire le staminali dei melanociti, provocando la loro perdita e un danno permanente).

L’esito in questione è stato commentato dal Dottor Ya-Chieh Hsu, tra gli autori principali dello studio. L’esperto ha fatto presente che l’impatto dannoso dello stress individuato nel corso del lavoro di ricerca è superiore a quanto immaginato.

Hsu ha fatto presente che la ricerca ha implicazioni che vanno ben oltre alla comprensione dei meccanismi che portano all’ingrigimento dei capelli. Grazie a un focus più chiaro su come lo stress influisce sulle cellule staminali, potrebbe essere possibile, come evidenziato sempre da Hsu, arrivare a capire come la sua azione cambia in generale i tessuti del nostro corpo.

Con queste conoscenze in mano, a detta dei ricercatori che hanno portato avanti lo studio, si potrebbe presto arrivare allo sviluppo di trattamenti in grado di arrestare o prevenire l’impatto non certo positivo degli stimoli stressogeni.

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