Monica Coppola: «Ogni donna è un’icona di bellezza»

Non vi piacete? Il primo passo lo dovete fare voi: riconoscete la vostra unicità, accettatevi, amatevi, non omologatevi. Parola della una guru della bellezza del brand Aldo Coppola. Che ci spiega cosa un bravo parrucchiere dovrebbe fare prima mettersi all'opera

Guardare Monica Coppola acconciare in diretta è come guardare un’artista che scolpisce un’opera d’arte, solo che al posto dello scalpello è “armata” di forcine. Abbiamo avuto il piacere di vederla all’opera nel grande show HAIR IC.ONE, che il 27 ottobre ha riunito a Rho Fiera Milano tutti i brand L’Oréal Prodotti Professionali in uno spettacolo che ha svelato le tendenze capelli 2020. Ed è stata proprio Monica, direttore artistico di Aldo Coppola, che insieme a Stefano Lorenzi (Creative director dell’omonima Accademia) ha aperto le danze. Creativa, innovativa, instancabile e perfezionista, lavora in alcuni degli Atelier Coppola, a Milano e nelle sedi distaccate presenti in Italia e da oltre 40 anni fa il suo lavoro con un’incredibile passione. Perché Monica Coppola è una guru della bellezza nella sua interezza, non solo quella esteriore.

Monica, cosa significa per lei esibirti a migliaia di persone?
Significa mandare dei messaggi attraverso la bellezza, andare un po’ oltre a quello che faccio ogni giorno: è una grande emozione. Credo fortemente che la bellezza sia l’unica cosa in grado di cambiare il mondo: nella parola, nel pensiero, nella forma. E le donne hanno una grande importanza nel trasmettere questo.

Il messaggio che emerge è “donne, non omologatevi”
Esatto, c’è la voglia di coltivare la bellezza individuale. Lo switch che ogni donna deve imparare a fare è riconoscersi nella sua unica bellezza, e giocarci, divertirsi. La bellezza è ciò che ci nutre: più si ha bellezza dentro di sé e più si ha la forza di affrontare la vita. Ricordiamoci di non non essere mai stereotipate.

Non è sempre semplice imparare a farlo
In questo percorso la figura del professionista deve saper guidare. Noi donne non ci piacciamo quasi mai, speriamo che un’altra persona veda in noi quel bello che noi non riusciamo a vedere. Quando riesco a scorgerlo nella persona che ho davanti, questo mi dà una gioia infinita. Ho tante clienti non più giovanissime, come me, e la nostra società non le aiuta di certo a sentirsi sentire belle. Quando riesci a trasformarle e a renderle più belle con la loro femminilità, farle sentire più sicure, quello è il dono più grande che puoi fare loro.

Monica Coppola, foto Press Office Aldo Coppola

Andare da parrucchiere è  un po’ come andare dallo psicologo?
Sì, nel mio caso dovrei avere due lavori (ride, ndr.). I capelli sono la nostra cornice, il nostro biglietto da visita, la copertina di Linus. Quando tocchi una persona in testa la tocchi dove c’era un tempo la fontanella, ovvero la sua parte più vulnerabile. Le tocchi la testa, i capelli, la guardi, le fai una carezza, una battuta, ti accorgi che ha dei begli occhi e glielo dici. Pensaci: oggi tutti giudicano, corrono, ma nessuno si ferma a cogliere le cose importanti. Che sono fermarsi, guardare, capire, entrare in contatto. Quando osservo una donna in lei vedo tante cose: da lì io parto, spazio e inizio il mio lavoro. È questa la mia vita, sono 42 anni che faccio questo mestiere.

Figlia d’arte: è stato amore a prima vista col suo lavoro?
No, è cominciato tutto per caso. Essendo figlia di un genio come mio padre ho convissuto una grande frustrazione. Poi ho preso coraggio di andarmene via. Sono andata in America, mi sono appoggiata ad altri nomi diversi da mio padre: così ho trovato la mia identità (ha vissuto diversi anni a New York dove ha arricchito il suo talento di hairstylist e image make, ndr.). Poi tornavo e lavoravo con lui, perché la gioia più grande della mia vita è stata lavorare con lui. Quando lavoravamo insieme andavamo a mille: non c’era competizione, solo quella buona, e poi ci bastava uno sguardo per capirci. Quando mettevamo le mani nei capelli di una donna potevamo stare ore a creare, creare, creare.

Il biondo è il colore che prima o poi ci tenta: se lo possono permettere tutte?
Non sta a me dirlo ma credo in cuor mio che no, non sta bene a tutte. Però nella scelta del biondo di fondo c’è una verità: se quando invecchi segui la tendenza di schiarire, questo ti aiuta a coprire i capelli bianchi, altrimenti con un colore scuro ogni 15 giorni ci si troverebbe schiave del ritocco. E noi cerchiamo di liberarle le donne, non di incatenarle, motivo per cui realizziamo delle tecniche che possano aiutare ad avere un colore sempre in ordine. E poi diciamo che il biondo una volta nella vita una volta nella vita può essere un gioco. Senza rovinarle la chioma, però. Avere rispetto dei capelli è avere rispetto di se stesse.

La cura del capello passa dai prodotti, e oggi c’è sicuramente più attenzione nei confronti di ciò che si compra da parte delle donne
C’è maggiore consapevolezza ma non solo. Purtroppo è emerso un problema che io e mio padre sospettavamo già anni fa: le allergie. Siamo in un mondo di pazzi e mediocri che pur di guadagnare venderebbero la qualunque. Per fortuna le persone hanno iniziato a capire che è meglio appoggiarsi a marchi controllati, che fanno ricerca. Tutto può fare male: la cute ha lo stesso Ph della pelle e quello che le metti sopra e come se lo mettessi in faccia. Ci vuole consapevolezza, dobbiamo sapere cosa si stiamo usando. Lo shampoo deve avere un Ph particolare, per non irritare e idratare. Ogni prodotto è studiato per aiutare le problematiche del capello e non è vero che tutti gli shampoo sono uguali, è una grande balla.

Tendenze capelli 2020, cosa ci aspetta?
L’accessorio sarà un must. Grazie all’accessorio si può giocare con la forma di ogni taglio. Il nostro marchio rivisiterà le forme degli anni 40 e 70 in chiave innovativa, uno dei must sarà il mitico taglio carrè delle donne parigine degli anni 20, ovviamente attualizzato.

Nel mondo dello spettacolo italiano le piacerebbe curare il look di qualcuno in particolare?
Oggi non saprei. E mi dispiace. Il mondo della bellezza e quello del cinema dovrebbero lavorare insieme, perché altrimenti l’immagine che diamo dell’Italia diventa vecchia. Mi dispiace molto vedere che il cinema italiano, che ha una storia magnifica, abbia perso l’eleganza sublime che aveva un tempo.

Esiste un’icona della bellezza italiana secondo lei?
Tutte le donne sono icone di bellezza. L’icona di bellezza non esiste. Attraversi una strada di campagna, trovi un roseto meraviglioso e te ne innamori, poi giri l’angolo e trovi un campo di lavanda e provi una grande emozione. La bellezza va cercata nella realtà, nella vita. Che è molto più affascinante.

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