La donna perfetta: 78 chili e bistecche a non finire

I canoni di bellezza, si sa, con il tempo sono cambiati. Ma a volte non ci si rende conto di quanto. Basta tornare all’inizio del ‘900 per scoprire che la donna pefetta pesava circa 78 chili e adorava le bistecche, alla faccia di veline e modelle dei nostri giorni, filiformi e sempre a dieta. 

Era il Dicembre del 1912 quando Elsie Scheel, studentessa 24enne di Brooklin, gran mangiatrice di bistecche e di corporatura decisamente robusta, fu dichiarata la donna perfetta. Appassionata di automobili, le sue misure venivano ritenute simili a quelle della Venere di Milo, con il suo metro e settanta circa di altezza e i suoi 78 chili, e la sua corporatura era una garanzia di salute mentale e fisica.

Il Times la definì "quanto di più simile alla perfezione femminile" e il Sunday Morning Star la proclamò "la donna perfetta", eleggendo i suoi canoni estetici un esempio di avvenenza e charme per tutte le donne dell’epoca. E pensare che al giorno d’oggi secondo l’indice di massa corporea calcolato dalla blogger Kate Harding sarebbestata catalogata nella categoria "sovrappeso".

Ma la  Scheel non non brillava soltanto per bellezza: convinta sostenitrice del voto alle donne, faceva parte di un’avanguardia culturale; non prendeva mai caffè o tè, adorava le auto, studiava orticoltura e portò a termine i propri studi con molta soddisfazione. "Un corpo sano in una mente sana", come dichiarò la dottoressa Esther Parker che l’aveva scelta tra 400 giovani come icona di perfezione.
 

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