Chirurgia estetica, tutto quello che dovete sapere prima di ricorrervi

Il dottor Paolo Santanchè, uno dei più importanti chirurghi estetici internazionali, fa chiarezza su come e quando intervenire, diffidando da risultati miracolosi e falsi esperti

La chirurgia plastica è sempre più sulla cresta dell’onda. Gli ultimi dati vedono l’Italia nona al mondo per numero di interventi, in una classifica guidata da Stati Uniti e Brasile. Si parla in continuazione di botox, filler, liposuzioni e operazioni estetiche di varia natura. I media sono sempre pronti a scovare le ultime tecniche che promettono risultati miracolosi o a denigrare le star che si sono sottoposte a ritocchini dagli effetti devastanti. Di fronte a questo bombardamento di informazioni, non sempre corrette e a volte superficiali, abbiamo chiesto al dottor Paolo Santanchè, uno dei più importanti chirurghi estetici non solo del nostro Paese, di fare chiarezza per non cadere nella falsa illusione che ringiovanire sia semplice e che affidarsi al migliore offerente, sia un affare.

 Perché oggi si ricorre sempre più alla chirurgia estetica?
I motivi sono vari. Da un lato si è allargato il mercato, c’è abbondanza di offerta, anche se non sempre valida. Molti tendono infatti a far apparire tutto facile e superficiale, per cui si è portati a fare più interventi di chirurgia estetica di quanto a volte siano necessari. Bisogna tener presente che sottoporsi a tali operazioni, implica una scelta importante, le problematiche che entrano in gioco vanno tutte ponderate per trovare le soluzioni migliori. Da sempre il fattore estetico ha avuto un ruolo importante nella società, oggi il fatto che determinate disarmonie o difetti possono essere corretti, ha fatto sì che la chirurgia estetica abbia un certo successo.

Lei ha scritto un libro dal titolo “Come difendersi dal chirurgo estetico” che cosa significa?
Già 10 anni fa scrissi questo libro per mettere in guardia da chi senza alcuna specializzazione in materia si improvvisa chirurgo plastico solo per sfruttare il business fiorente, con il rischio per i pazienti di avere risultati scadenti. Per eseguire tali interventi, è necessario conoscere delle tecniche non semplici che non sono alla portata di tutti. Ho voluto sottolineare la pericolosità di incorrere in cattive scelte, attirati da slogan che vogliono rendere tutto più facile di quello che è in realtà e che in molti casi sono ai limiti della truffa. La chirurgia estetica è in grado oggi di dare risultati eccellenti con rischi minimi, ma dietro a tutto ciò ci deve essere una grandissima preparazione. In questo ambito, semplificare non vuol dire rendere le cose più semplici, ma esporsi a rischi seri.

Esiste un’età in cui è preferibile eseguire un lifting? Ed eventualmente quando è troppo tardi?
Non è mai troppo tardi per fare un lifting. È ovvio che prima si fa, prima si gode del risultato. Esiste quell’età magica, intorno ai 40-45 anni, in cui togliere 10 anni rende molto di più che farlo intorno ai 60 anni. I lifting precoci non solo danno un significativo ringiovanimento senza apportare cambiamenti evidenti, ma sono anche molto più duraturi perché ricreano quella situazione di tono dei tessuti profondi sottoposti all’invecchiamento, che si perde in età matura. Dunque, presentano il duplice vantaggio di far ringiovanire in un modo assolutamente naturale e di durare di più nel tempo.

C’è un trucco per capire se è arrivato il momento di intervenire col bisturi?
Il trucco per capire che è arrivato il momento di intervenire è semplice. Quando ci si guarda allo specchio tenendolo un po’ più in alto rispetto al viso, sembra tutto perfetto. Invece se lo si appoggia al tavolo, le cose cambiano. Il viso non ha più la stessa forma, perché non c’è più il tono che si oppone alla forza di gravità. Quando si allarga la mandibola perché scendono le guance, è il caso di agire. In questo modo, si evita lo spiacevole effetto, a seguito del ritocco estetico, di ringiovanire dopo essere invecchiati e si possono stabilizzare i tessuti garantendo una maggiore durata del risultato, almeno di 10 anni.

Dopo lei consiglia un altro intervento?
Gli interventi estetici hanno la finalità di far sentire le persone in armonia con se stesse. Se una persona si sente bene con un viso più giovane della sua età anagrafica, può ricorrere al bisturi ancora. Ma non c’è nessun obbligo tecnico che impone una nuova operazione.

Quali sono i rischi del botox? Abbiamo presenti alcuni esempi di star rovinate dalle punturine, da Meg Ryan a Nicole Kidman
Il botox non fa danni ed è uno dei prodotti più sicuri che esistano. Sono i medici estetici che fanno danni con un uso improprio. Si può paragonare il botox al sale che di per sé ha numerosi vantaggi, ma se se ne consumano grandi quantità diventa pericoloso. Ci sono poi vari tipi di botox e diversi modi di utilizzarlo: i risultati dipendono dalla qualità del prodotto scelto e dalle capacità di chi lavora. Il botox per altro ha un grande vantaggio: ha una durata temporanea. Perciò, se l’effetto conseguito non è soddisfacente, comunque si ritorna velocemente come prima. Comunque, Meg Ryan e Nicole Kidman più che col botox, che al massimo toglie un po’ di espressività, hanno esagerato col filler nelle labbra, ingrandendole troppo. In genere le star stanno molto attente a non utilizzare il botox quando devono girare un film, perché hanno bisogno di tutta la loro capacità espressiva. Differentemente, lo impiegano se hanno red carpet importanti per apparire in foto con un viso di porcellana.

Quindi l’errore sta nell’affidarsi a professionisti poco esperti?
Poco esperti o non bravi. Nel nostro lavoro la componente tecnica ha un enorme peso, insieme all’aspetto estetico. Il professionista competente deve essere un tecnico preciso e al contempo avere gusto.

Quale consiglio può dare alle lettrici di DiLei che intendono affrontare un intervento di chirurgia estetica?
L’intervento di chirurgia estetica non è una cosa che si compra. Il paziente deve rivolgersi a un medico serio e chiedergli un risultato, non un’operazione. Sarà il professionista che indicherà come ottenere l’effetto desiderato, proponendogli un percorso personalizzato, perché la medesima operazione ha conseguenze diverse su soggetti differenti. Quindi, bisogna trovare il chirurgo bravo e preparato, chiedere risultati e non interventi. È necessario che col medico ci sia feeling: la comprensione deve essere totale. Analizzare e confrontare molte foto, può essere un valido metodo per rendersi conto che esiste tale intendimento. Se questa armonia manca, meglio aspettare. È molto importante che vi sia un’intesa di gusti, non basta che il chirurgo sia un tecnico eccellente.

Quindi il chirurgo deve essere anche uno psicologo?
Assolutamente, un artista e uno psicologo. Prima deve capire le aspettative del paziente, poi deve proporre una soluzione esteticamente valida e infine deve essere in grado di realizzare ciò che è stato progettato.

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