Caduta dei capelli: lo smog potrebbe esserne la causa

La correlazione tra esposizione al particolato fine PM10 e caduta dei capelli non era stata fino ad ora indagata in maniera approfondita

Lo smog, come ben si sa, provoca diversi danni alla salute e alla bellezza. In quest’ultimo elenco è possibile includere criticità come la caduta dei capelli. A suggerire la correlazione tra questo problema e l’inquinamento dell’aria ci ha pensato uno studio presentato ieri durante i panel del congresso dell’European Academy of Dermatology and Venereology.

Il lavoro in questione ha approfondito gli effetti del particolato sui follicoli piliferi, aspetto fino ad ora poco noto alla scienza. La sua influenza sulla salute dei polmoni è tristemente nota dal momento che, dati scientifici alla mano, causa il decesso di circa 4,2 milioni di persone ogni anno.

Torniamo un attimo alla questione della caduta dei capelli. Gli scienziati che hanno condotto lo studio, un’equipe di specialisti attiva presso il Future Science Research Center (Corea del Sud), hanno scoperto che, a fronte dell’esposizione delle cellule del cuoio capelluto alle particelle inquinanti degli scarichi delle auto, risultano inibite la crescita e l’azione di una classe di proteine molto importante per la crescita dei capelli, ossia le beta-catenina.

I risultati dello studio sono stati commentati dal Dottor Hyuk Chul Kwon, principale firmatario della ricerca. Chul Kwon ha ribadito che, fino ad ora, non era mai stato approfondito a sufficienza il modo in cui le particelle di smog agiscono sulle cellule del cuoio capelluto.

Andando più a fondo gli esiti raggiunti va evidenziato che l’effetto del particolato fine PM10 è risultato dose-dipendente. Questo vuol dire che, più sono alti i livelli di smog a cui i capelli vengono esposti, maggiore è il rischio di avere a che fare con problemi relativi alla loro caduta.

Come poco fa specificato, gli esperti che hanno condotto lo studio hanno preso come riferimento l’azione del particolato PM10. Di cosa si tratta di preciso? Di un insieme particelle – in questo caso caratterizzate da un diametro di 10 micrometri – costituite da diverse tipologie di acidi (p.e. nitrati e solfati), ma anche da sostanze inorganiche e da polvere.

A rendere particolarmente pericoloso il particolato sono proprio le piccole dimensioni delle particelle che lo costituiscono e che riescono a entrare agevolmente nei polmoni, provocando danni già citati e molto gravi come il tumore.

Grazie a questo studio, che ha osservato per 24 ore gli effetti che l’esposizione al particolato provoca sulle cellule dei follicoli piliferi del cuoio capelluto umano, sappiamo che lo smog può compromettere anche la bellezza della chioma.

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