Botox, dove utilizzarlo e come ottenere risultati efficaci

La dermatologa Magda Belmontesi dà alcuni preziosi consigli per ritornare giovani e belle, senza strafare

Vent’anni fa, in seguito all’approvazione della Food and Drug Administration (FDA), si è iniziato a usare il botox per scopi terapeutici, nel settore oculistico e neurologico. Utilizzandolo per combattere lo strabismo si scoprì che aveva effetti collaterali graditi: riduceva le rughe. Nel 2004 la tossina botulinica di tipo A è stata approvato per legge anche in Italia, e dal 2005 al 2008 i trattamenti sono passati da 20mila a 110mila. L’effetto del farmaco è transitorio: compare dopo 3 giorni, una settimana massimo, e ha una durata che va dai tre ai sei mesi. Addolcisce la mimica facciale, rilassa le rughe d’espressione. I problemi sorgono quando va a finire dove non deve, influenzando un muscolo o una ghiandola vicino al punto d’intervento, cosa che può accadere con molta facilità se non ci si affida a un esperto. Il rischio è di ritrovarsi una faccia inespressiva. L’età delle pazienti (l’85% è donna) che si sottopongono al trattamento si è abbassata notevolmente: la media va dai 35 ai 50 anni. La dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa, ci spiega perché: «Molte volte si va ad agire su rughe di espressione non legate all’invecchiamento, soprattutto quelle glabellari, che segnano lo sguardo anche a persone giovani. Spesso è sufficiente distendere quel tipo di piega per ridare la giusta gioventù al viso. Molte volte basta una piccola correzione per ridare armonia e giovinezza».

Qualche caso eclatante da segnalarci?
Personaggi famosi molti, ma non posso fare nomi, direi comunque sia al femminile che al maschile. Le cito però un caso della mia paziente più anziana, che è una signora di 89 anni, venuta da me circa 4-5 anni fa dicendomi che voleva migliorare il suo aspetto perché era diventata bisnonna, e quindi non voleva che la sua pronipote si spaventasse guardandola, non la vedesse brutta “come la strega nocciola”. Abbiamo perciò deciso insieme dei ritocchi che non cambiassero la sua età, applicando un po’ di botulino in modo molto modulato, perché non voleva cancellare le rughe, ma vedersi meno segnata. In sostanza siamo andati ad agire sulle pieghe della glabella, ai lati del naso, più un peeling per rendere la pelle più liscia.

In quali zone del viso si hanno i risultati migliori?
Parlando di medicina estetica il viso viene solitamente diviso in tre aree: terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore. Nel terzo superiore le regioni ideali dove agire sono la fronte, sopracciglio, piega della glabella, contorno occhi. Nel terzo medio invece naso e zigomi. Ma anche la parte alta del labbro superiore, che risponde bene ai trattamenti con i filler, capaci oggi di ricreare i volumi senza più gli eccessi di una volta. Nel terzo inferiore cito la parte inferiore della bocca e contorno mandibolare, da trattare entrambi con trattamenti soft con i filler e, nel caso del contorno mandibolare, fotoringiovanimenti, radiofrequenza ma anche peeling per dare luminosità della pelle.

In quali altre parti del corpo può essere utilizzato?

Il botox può essere utilizzato anche nel collo per correggere le pieghe verticali, dovute a un muscolo che si chiama platisma, fatto da due fasce che con l’età si allontanano creando le pieghe. Ci sono poi altre applicazioni che si usano all’estero, e che si stanno valutando in Italia, come quella di compattare i muscoli per dare loro un aspetto più tonico. In Asia si usa a volte per modificare il profilo del polpaccio: nascono indicazioni “etniche” a seconda delle diverse culture. Un’ultima indicazione diffusa è quella del mesobotox, che non è altro che una miscela di dosi minimissime di tossina botulinica con vitamine o sostanze da biostimolazione. Si applicano a tappeto sul decolleté, e danno una mocrodistensione cutanea. È una tecnica inventata dai coreani.

Cosa ne pensa dei filler?
I filler sono un ottimo aiuto ma credo sia indispensabile utilizzare dei filler riassorbibili, assolutamente non permanenti. Perché di permanente non hanno niente di valido: non fermano il tempo, ma lasciano dei danni permanenti. Il primo è stato il collagene, ora il padrone della scena è l’acido ialuronico. Anche qui ce ne sono tantissimi tipi, ed è importante scegliere prodotti seri che abbiano un’importante ricerca scientifica alle spalle. Bisogna chiedere informazioni al medico, farsi mostrare la confezione, avere indicazione di quale tipo di acido ialuronico si utilizza, che dev’essere il più adatto a quello specifico caso di correzione.

Lo stesso metodo da applicare al botulino?
Sì, è importante. Dal filler, al peeling, alla tecnologia laser, oggi tutte le aziende serie danno al paziente la possibilità di documentare il trattamento fatto. Oltre ai siti ci sono brochure, spiegazioni dettagliate, rintracciabilità dei prodotti.

Cosa fare per mantenere la pelle bella?

Bisogna iniziare a prendersi cura di essa il più presto possibile. Consiglio soprattutto di utilizzare tutti i giorni una buona crema idratante con un filtro solare incorporato, almeno un fattore medio, per prevenire i danni da fotoinvecchiamento.

Per fattore medio cosa s’intende?
Tra 15 e 30, che sia incorporato in un idratante, in un fondotinta o applicato sopra l’idratante. Poi direi che è importante apportare una buona azione antiossidante. Questa è una buona base per la bellezza, perché ogni trattamento di medicina o di chirurgia estetica deve lavorare sulla qualità della pelle, e la qualità della pelle la dobbiamo curare noi, idratandola, proteggendola e mangiando bene.

Quando un medico deve dire no a un paziente?
Quando non è pronto a quel trattamento: mai forzarlo. Deve dire di non quando non è un trattamento adatto, e quando il paziente ha delle aspettative sbagliate. Non si può mica pensare che il botulino o il filler risolvano i problemi di un matrimonio sbagliato o che ridiano l’aspetto di una 20enne a una 70enne! Nella mia pratica devo dire che quasi ogni mese mi capita di dire di no a dei pazienti di tutte le età, per tanti trattamenti diversi.

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