Wuhan è libera

Settantasei giorni, 1.824 ore, quasi undici settimane, due mesi e mezzo... Tanto è durato l'isolamento

Irene Vella Giornalista televisiva

Settantasei giorni, 1824 ore, quasi undici settimane, due mesi e mezzo.
Tanto è durato l’isolamento della città di Wuhan dal resto del mondo.
Eppure alla mezzanotte dell’otto aprile 2020 la città è stata riaperta.
La gioia è esplosa insieme ad un tripudio di luci che hanno baciato palazzi macchine e persone
Io mi ricordo esattamente dove ero nel momento in cui i vari tg hanno cominciato a trasmettere le immagini della città blindata, come accade per ogni evento che colpisce profondamente.
Come per l’11 settembre 2001.
Eppure alla mezzanotte dell’otto aprile 2020 la città è stata riaperta.
Mi ricordo la città vuota, mutilata e muta.
Quelle tute bianche, quelle mascherine, quelle vite spezzate da un mostro invisibile
mi ricordo di un uomo morto per la strada, l’immagine ha fatto il giro del mondo
a dimostrare ancora una volta di più che si muore da soli
ma non così, non per la strada
ed invece sì la morte porta un nuovo nome: Coronavirus
così abbiamo imparato a conoscerlo ad associarlo ad un nome, ma non ad un viso
E mentre il virus avanza la vita si ferma il mondo guarda la città vuota
la città morta
Eppure alla mezzanotte dell’otto aprile 2020 la città è stata riaperta
Hanno razionato la vita
ed hanno ucciso la morte
perché il virus non cammina se non attraverso noi
2500 morti ufficiali più di 10.000 ufficiosi
tombe mute urne senza nome dolore senza fine
mai più sorrisi mai più abbracci hanno detto
e l’Italia tremava affacciata e in attesa
e pensava no, a noi non capiterà così
noi siamo più forti
noi continueremo a vivere
perché no l’Italia non si ferma
L’Italia va avanti
Si muore in Cina ma non da noi
e quanti ne muoiono guarda non si fermano più
non ce la faranno mai
Eppure alla mezzanotte dell’otto aprile 2020 la città è stata riaperta
allora il mostro si è mangiato Bergamo
ha ucciso la generazione che più ha dato e sofferto
si è mangiata Vo Codogno Milano
è scappata al sud insieme ai lavoratori e agli studenti fuori sede
ha ballato sulla solitudine dei cadaveri
e l’Italia è tornata una
dove non ha potuto la vita
ha potuto la morte
perché ci hanno insegnato così
la sofferenza non è mai abbastanza come la felicità
crescono di pari passo
come a Wuhan dove si moriva per strada e a mezzanotte dell’otto aprile 2020 la città è stata riaperta
il mostro ha perso la prima battaglia
ricordando a tutti che “sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani, ma i leoni rimangono leoni ed i cani rimangono cani”
Arriverà l’otto aprile 2020 anche per noi.
E porterà pance
e porterà baci
e porterà abbracci
E noi vinceremo la guerra.
Perché alla fine la vita
fa quello che le hanno insegnato
Vince sempre.

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