Sopravvissuto all’11 settembre e al Bataclan

L'incredibile storia di Matthew: c'era quando gli aerei si sono schiantati sulle Twin Towers, c'era quando i kalashnikov hanno cominciato a sparare

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Ci sono vite che hanno dell’incredibile. Ci sono coincidenze che sfiorano i confini della realtà. Questa è la storia di Matthew, un 36enne nato in America e residente a Parigi. L’11 settembre di quattordici anni fa era a pochi metri dal World Trade Center, il 13 novembre era tra il pubblico del Teatro Bataclan. L’11 settembre stava per entrare in una delle due Torri Gemelle per una riunione di lavoro, il 13 novembre stava assistendo al concerto dei “California band Eagles of Death Metal”. L’11 settembre 2001 diciannove affiliati di al-Qaida dirottarono quattro voli civili, fecero schiantare due di questi sulle Torri Nord e Sud del WTC: morirono 2.752 persone. Il 13 novembre 2015 un commando di tre terroristi ha fatto irruzione nel teatro di Boulevard Voltaire, ha aperto il fuoco sul pubblico e ucciso 89 persone.

Matthew c’era, a New York come a Parigi. Venerdì scorso è riuscito a strisciare all’esterno del Bataclan mentre dentro si consumava la tragedia. Se l’è cavata con una ferita al polpaccio. “Avanzavo lentamente – ha raccontato ancora sotto shock – non sentito più le gambe, praticamente mi trascinavo facendo leva sulle dita”. Una volta in strada, stremato, Matthew è crollato sull’asfalto, dove Daniel Psenny, un giornalista de Le Monde, lo ha soccorso. È riuscito a portarlo dentro il suo palazzo mentre i terroristi continuavano a sparare. Anche Daniel è stato colpito da una pallottola. Poi il delirio di ambulanze e le grida.

Poche ore dopo i due, feriti ma vivi, sono stati portati all’ospedale ed è lì che si sono incontrati di nuovo, per caso.

“L’11 settembre sono fuggito correndo per Manhattan – ha raccontato Matthew – ma quello che è accaduto al Bataclan è stato mille volte peggio. Fingevo di essere morto. Quando ho sentito qualcuno trascinarmi per le braccia non mi sono nemmeno sollevato. Ho detto, o almeno ho pensato, Ti amo angelo mio“.

C’è un altro dettaglio a rendere questa storia una storia incredibile. Anche la moglie di Matthew doveva essere al Bataclan. Quella sera però non erano riusciti a trovare una babysitter per i loro due bambini. Così è rimasta a casa.

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