Prova la nuova protesi del braccio, l’emozione del bimbo

Per la prima volta alle prese col suo braccio speciale, Giulio chiede alla sua mamma: "Posso tenerlo?".

Giulio ha tre anni, ed è un bambino dolcissimo. Ama giocare, sorride alla vita. Giulio è un bambino come tutti gli altri, solo un po’ più speciale: è nato senza braccio destro. Un braccio che, oggi, la tecnologia e la ricerca gli hanno donato.

Le avventure di Giulio le ha sempre raccontate la sua mamma. Lo fa dalla pagina Facebook, “Giulio e l’agenesia del braccio“, che ha creato proprio per far conoscere la sua storia. E per far sentire un po’ meno sole le famiglie che si trovano a dover affrontare la patologia dei loro piccoli. Perché, col termine agenesia, la medicina intende proprio l’assenza – sin dalla nascita – di un organo: può riguardare il cervello, le ovaie, la tiroide. O, per l’appunto, una gamba o un braccio. Come nel caso di Giulio.

Giulio che, protagonista di filimati di vita quotidiana con lui intento a mangiare o a mettersi il pigiamino, nell’ultimo video ha commosso ancor di più l’Italia intera: lo si vede infatti alle prese con la speciale protesi mio-elettrica Energy, che funziona in tutto e per tutto come una mano vera. E che ne ha anche l’aspetto. Giulio la indossa, davanti ai suoi genitori e davanti a quel medico che – lui pure – è un po’ di famiglia. Gioca ad aprire e chiudere la manina, ad afferrare gli oggetti. Lo fa con lo stupore tipico di chi ha tre anni, con gli occhi divertiti e la voce emozionata. Fino a quando chiede: «Posso tenerla?».

Per la sua mamma, è un’emozione immensa: quell’arto così speciale ha regalato al suo bambino una vita un po’ più semplice. “Il momento nel quale capisce che da solo può aprire e chiudere la mano è davvero emozionante. Sia io che il tecnico ortopedico restiamo sorpresi dalla reazione del piccolo. Per molti può essere un semplice movimento meccanico, ma per chi non ha la mano è un miracolo”, scrive su Facebook.

Lì, dove ha anche creato un gruppo d’accoglienza (Gruppo Agenesia, Amputazione, Malformazione Arti superiori e inferiori), per tutte le famiglie che si ritrovano in una situazione simile. Insieme ad altri genitori, la famiglia di Giulio cerca di supportare ogni singolo caso, affinché nessuno si possa sentire solo o abbandonato. E tutti i bimbi possano avere sul loro volto il sorriso emozionato di Giulio, alle prese con quel suo braccio da bambino speciale.

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