La foto di Harper, ancora attaccata alla placenta

Una fotografa australiana pubblica un’immagine che noi giudicheremmo “disgustosa”, mentre nella cultura Maori ha un valore spirituale, che significa amore

La fotografa Ashley Marston pubblica sul suo account facebook dei video che riassumono per immagini delle meravigliose storie di nascita

Tratto da: Facebook

Un’altra fotografa, l’australiana Emma Jean Nolan ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una foto che molti riterranno “disgustosa”: una neonata maori ancora attaccata alla placenta tramite il cordone ombelicale che forma la parola “love”, amore.

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La fotografa lo ha fatto per sottolineare come la placenta, che nella cultura occidentale è considerata qualcosa di sporco, disgustoso, da gettare subito dopo la nascita, in quella maori ha invece un significato spirituale e deve ritornare alla terra attraverso il neonato e il suo cordone ombelicale, che diventano un “tramite”.

I Maori hanno una sola parola,  “whenua” per indicare sia la placenta che la terra. Dopo la nascita la whenua (placenta ) viene restituita alla whenua (terra ) attraverso il pito (cordone ombelicale ), legame tra neonato e Papatuanuku (madre terra). In questo modo, ogni individuo svolge il ruolo di tramite con la madre terra. Ruolo che resta per tutta la vita

Ho voluto mostrare ciò che la maggior parte delle persone non ha mai visto di un parto fisiologico, un bambino ancora attaccato alla placenta. La placenta non è qualcosa che viene apprezzato e onorato nella cultura occidentale. È generalmente ignorata, scartata e considerata disgustosa. Eppure senza la placenta nessuno di noi sarebbe qui

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La foto di Harper, ancora attaccata alla placenta