Di autoscatto si muore: arriva la “No selfie zone”

Un like non vale la vita: a Mumbay la polizia individua 15 siti dove è vietato farsi i selfie. Si deve arrivare a questo per fermare la moda più egocentrica e mortale?

l’Italia è il Paese dei selfie

Ne uccidono più i selfie degli squali, noi ve lo avevamo già detto.

Eppure, in tutto il mondo la mania non sembra voler morire. A morire sono piuttosto coloro che ne usano e soprattutto abusano.

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Di recente la polizia di Mumbai si è vista costretta a identificare 15 “No selfie zone” dopo l’ultimo ennesimo incidente: una ragazza morta, insieme al suo soccorritore, per essersi fatta un selfie sulla spiaggia di Branda, mentre c’erano onde altissime.

Ecco allora il divieto per spiagge a rischio, fortini e scogliere a picco, lungomare pericolosi, burroni, tetti e ferrovie.

Proprio l’India è uno dei Paesi dove si muore maggiormente di selfie. Come riportato sulla Stampa, recentemente tre persone sono state travolte da treni mentre tentavano il pernicioso selfie sulla rotaia, altre sette sono annegate per il selfie da barca. A settembre un turista giapponese è morto precipitando dalle scale del Taj Mahal da dove cercava evidentemente una posa temeraria dal tempio più famoso dell’India.

A luglio anche il ministero degli Interni russo, dopo la morte di fu costretto a pubblicare nel suo sito ufficiale dei nuovi segnali di pericolo, usati per indicare i selfie a rischio morte dopo la tragica morte della 17enne Xenia Ignatyeva, precipitata da un ponte ferroviario di San Pietroburgo mentre si scattava un selfie.

Chissà se e quando anche da noi verrà fatto qualcosa a riguardo, visto che l’Italia continua ad essere “il Paese dei selfie”, dove un like vale più della vita.

 

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