Alain Delon con un dramma che lo accompagna da sempre

L’attore compie 80 anni e festeggerà in solitudine come ama vivere da anni. Ma finalmente ha sconfitto i suoi demoni, riconciliandosi coi figli e la vita

Tratto da: Askanews

Alain Delon, il mito, uno dei divi più belli di sempre, compirà 83 nel 2018, è nato infatti l’8 novembre 1935 a Sceaux nell’Alta Senna.

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I meno attenti e  cinefelici  potrebbero anche aver pensato che fosse morto: non si vede in giro né rilascia interviste da tempo, salvo qualche sporadica apparizione in pubblico.

Perché Alain, infanzia difficile e carattere ancor più complicato, è un uomo che dopo aver combattutto con i propri demoni tutta la vita, ha scelto la solitudine come medicina ai suoi mali. E negli ultimi anni, dopo aver sconfitto la depressione, ed essersi riconciliato coi suoi figli, sembra aver finalmente trovato la pace con se stesso.

L’abbandono da parte dei genitori ad appena 4 anni, l’infanzia tra collegi e affidi,  i conflitti col patrigno da adolescente, l’arruolamento nella marina francese e l’esperienza in Indocina, dove colleziona 11 mesi di prigione per indisciplina. Ribelle, insofferente alle regole, scontroso, ma bello. Troppo bello per passare inosservato e non approdare al cinema.

Arriva con un amico regista ( Jean-Claude Brialy) a Cannes: da lì ha inizio la sua carriera.

Raggiunge il successo con il ruolo del diabolico Tom Ripley nel film di René Clément Delitto in pieno sole nel 1960. Ma sarà soprattutto grazie all’Italia e a due registi italiani, Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti, che Alain Delon entrerà nel mito. Basteranno  tre film: L’eclisse del 1961, Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il Gattopardo (1964) per farne diventare una icona a livello mondiale.

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L’attore ha passato tutta la vita a cercare la rivalsa: dal suo passato, dalle sue umili origini, dal sentirsi poco amato. Una vita fatta di luci di riflettore e di tante ombre: le rischiose amicizie con esponenti della Malavita, il misterioso assassinio della sua guardia del corpo,  i rapporti burrascosi coi figli. E la depressione, contro cui Delon ha dovuto combattere più volte

Ho pensato spesso al suicidio e vedo bene la scena e farlo è un gioco da ragazzi. Il difficile non è questo, è riflettere per non passare all’azione

Oggi vive in solitudine tra la Svizzera (di cui è cittadino dalla metà degli anni ’90) e la Francia, nella vasta proprietà dove ha sepolto i suoi cani (ben 45) e ha preparato la cappella funebre per sé e per le donne e i figli che vorranno ritrovarlo.

Mai mi mostrerò al mio pubblico devastato nel fisico e abbrutito dalla malattia

Ma coi suoi figli si è riconciliato, e ha imparato a gestire il suo male di vivere. Da Fabio Fazio a marzo 2018 ha raccontato che fa l’attore grazie alle donne e che deve tutto al loro e che era conscio di sapere che piaceva e che adorava essere al centro dell’attenzione; ricorda anche di avere molti figlie e nipoti, ufficialmente e ufficiosamente.

 

Ha raccontato Mireille Darc, al suo fianco per 15 anni e suo grandissimo amore:

Alain vive in una solitudine profonda nel suo mondo. Quel malessere l’ha sempre avuto dentro di sé. Ma non si lamenta : ha voglia di vivere così. Gli dà pace

 

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