Alessia Refolo, la campionessa non vedente che ha sconfitto un tumore: “Se vuoi, puoi”

Ha sconfitto un tumore e affrontato la sua cecità, diventando una campionessa: Alessia Refolo è una forza della natura e noi l'abbiamo intervistata

“Se vuoi, puoi” è questo il motto di Alessia Refolo, un’atleta, ma soprattutto una donna che ha reso la volontà di superare i limiti la sua missione. Bellissima, decisa e forte, ha affrontato prove difficili sin da quando era piccolissima ed è riuscita a vincere, grazie alla grinta, alla famiglia e allo sport, che ha segnato la sua esistenza.

Non a caso la campionessa è fra i protagonisti del Women’s Adventure Film Tour una maratona di documentari tutti al femminile realizzati per celebrare le imprese e le storie di donne straordinarie, pronte a compiere l’impossibile.

Aveva solo 18 mesi quando le è stato diagnosticato un neuroblastoma, un tumore pediatrico particolarmente aggressivo. È riuscita a sconfiggerlo, ma a causa di alcuni medicinali ha perso la vista. Un inizio in salita, che però non ha spezzato la sua voglia di farcela e non arrendersi mai. Oggi vive da sola, lavora in banca, ma soprattutto ha collezionato una serie di successi sportivi senza precedenti.

Nel 2014 ha vinto i Campionati del Mondo di arrampicata sportiva in Spagna, mentre nel 2017 è salita sul podio più alto del Campionato Europeo Sci Nautico a Recetto-Piemonte. Una volontà, quella di Alessia, che l’ha portata a superare ogni limite e a sperimentare tantissimi sport diversi, sempre con grande successo.

E Alessia, nome in codice BarbieClimber e BarbieSkier, di imprese fuori dal comune ne ha compiute diverse, sempre grazie a quel motto che non l’ha abbandonata mai e che è diventato anche il titolo del suo primo libro.

Se vuoi, puoi…
“È un motto che porto avanti da sempre  – ci ha spiegato – e riesce a trasmettermi forza e coraggio sin da quando ero piccola. Queste parole mi hanno permesso di raggiungere tutti i miei obiettivi, dagli studi di ragioneria al lavoro in banca, sino alla creazione di un progetto per portare questo messaggio ovunque”.

La tua vita è iniziata in salita, perché quando avevi solamente 18 mesi sei stata colpita da un neuroblastoma, poi hai perso la vista. Come hai affrontato tutte queste difficoltà?
“I miei genitori ci sono sempre stati, mi hanno supportata e mi hanno spinta ad affrontare qualsiasi situazione. Mi hanno fatto provare loro i vari sport a cui mi sono appassionata”.

Lo sport è appunto un elemento fondamentale nella tua vita, cosa rappresenta per te?
“La libertà, mi permette di sfidare me stessa oltre che gli altri. È una chiave che mi permette di scaricare lo stress mi da allo stesso tempo energia. È un punto fisso nella tua vita”.

Nonostante le difficoltà, sei sempre riuscita a superare tutto con grande coraggio e hai raggiunto obiettivi importanti, nella vita privata e nello sport, diventando un esempio per molti. Oggi diffondi il tuo messaggio di forza anche nelle scuole e durante alcuni eventi. Quanto è importante tutto questo per te?
“Ci credo profondamente in queste parole e per me è importante diffondere a tutti questo mantra. Sia alle persone normodotate – che spesso si siedono e si lamentano -, che ai disabili“.

Parlaci del progetto Women’s Adventure Film Tour
Parla di donne, di sport e di sfide personali. Se si vuole raggiungere un obiettivo si può fare credendoci e impegnandosi. Niente è irraggiungibile. Ho racchiuso queste parole nel mio libro (Se vuoi, puoi. Una vita al di là del buio edito Hever), che parla della mia storia, ma anche di sfide che chiunque può trovarsi davanti.

La tua prossima sfida?
La diffusione del mio motto: se vuoi, puoi. Sempre.

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