Addio Valeria, che voleva aiutare le mamme lavoratrici

La vittima italiana di Parigi studiava come rendere più facile la vita lavorativa di chi ha figli in Italia. E perché fosse così difficile essere mamme e professioniste insieme

Valeria Solesin, quante volte abbiamo sentito pronunciare o letto il suo nome in queste ultime 48 ore. Perché Valeria, 28 anni, è la vittima degli attentati parigini del 13 novembre.

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Insieme al fidanzato e a un’altra coppia, si trovava al Bataclan. E lì ha perso la vita. Lei che a Parigi viveva da 4 anni, dopo la laurea in sociologia presa a Trento, e faceva un dottorato alla Sorbona studiando la comparazione tra le famiglie italiane e quelle francesi.

Cercando di capire perché in Italia, rispetto al resto d’Europa, fosse così difficile essere mamma e professioniste, lavorare dopo aver avuto dei figli. E del perché importasse a pochi migliorare le cose.

Neodemos ripubblica un articolo, datato 2013, dal titolo più che significativo: Allez les filles, au travail!, sulle differenze di occupazione femminile in Europa, tra Paesi del nord e quelli del sud, e in particolare tra Franciae  Italia.

Un “cervello in fuga”, è stata definita. Ma che sognava di rientrare nel suo Paese, anche se, si chiedeva, proprio alla luce dei suoi studi, “Come faccio a tornare”?

E mentre Renzi ha fatto sapere di voler intitolare una borsa di studio a Valeria, arriva l’omaggio commosso di tante persone, più o meno famose, che hanno avuto la fortuna di conoscerla e apprezzare quello che faceva. Come il suo operato ad Emergency.

Gino Strada e sua figlia Cecilia hanno pubblicato un ricordo di Valeria dai social

Ha scritto Cecilia su Twitter:

Tra le vittime di Parigi c’è una ragazza stupenda, per anni volontaria di @emergency_ong. un abbraccio alla famiglia. e buon vento, Valeria.

Gino Strada, via Facebook, ha aggiunto:

Ciao Valeria, grazie. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla e apprezzarla da volontaria di Emergency, prima a Venezia e poi a Trento. A lei un pensiero commosso e un abbraccio fraterno a tutti i suoi cari

Anche se le parola più toccanti sono arrivate dai suoi genitori, che hanno annunciato per primi, con una incredibile compostezza, la morte di Valeria

La porteremo sempre nel cuore. Ricordate che era una persona, una cittadina, una studiosa meravigliosa e mancherà anche al nostro Paese

Una bella persona, Valeria. Che abbiamo purtroppo conosciuto solo dopo la sua morte. Ma che non dobbiamo dimenticare. Condividi

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