Mamma posta il tema della figlioletta: “Auguro ai razzisti di non esserlo per sempre”

Una giovane alunna di 10 anni ha scritto un tema sul razzismo che è un messaggio di speranza per tutti. Le sue parole sono ormai virali

Dall’analisi sul razzismo all’augurio per tutti coloro che discriminano. Le parole di una bambina di 10 anni diventano virali.

Tutti abbiamo bisogno di messaggi positivi. È quello che ha pensato una madre di Bologna che si è commossa dopo aver letto il tema di sua figlia. Parole oneste, innocenti e giuste quelle della piccola, che rappresentano realmente un messaggio che tutti dovremmo ascoltare con attenzione.

In classe è stato chiesto alla bambina di scrivere un tema sul razzismo, spiegando cosa fosse per lei. Per mesi è stato trattato il tema in aula, leggendo libri in merito, così la giovane inizia a scrivere e parte da ciò che conosce meglio, la realtà che vive tutti i giorni. I nostri figli si ritrovano a stretto contatto con coetanei provenienti da varie parti del mondo o nati in Italia ma con famiglie provenienti da luoghi al di fuori dei confini italiani.

Lei ha 10 anni e la possibilità di tener ben lontano da sé quel concetto di “diverso” che sta martoriando la nostra società. Si confronta con tutti senza timore e nel suo tema spiega che per lei il razzismo è chiusura mentale: “Non accettare qualcuno per il colore della pelle è impossibile, è terribile”. La sua analisi prosegue e trova un punto d’origine nelle differenze religiose, che tanto ci dividono e spaventano. A ciò si aggiungono abitudini, vestiti e cibi, dice, per poi concludere il proprio splendido tema con un augurio, che nasce dal cuore di chi crede che il mondo possa cambiare: “Auguro a tutti i razzisti di non restare razzisti per sempre”.

Un messaggio di pace che sua madre, Francesca, ha voluto diffondere attraverso la propria pagina Facebook, nella speranza che diventasse virale: “Le sue parole mi hanno fatta commuovere. Un tema privo di violenza e odio. Abbiamo bisogno di messaggi positivi e voglio diventi virale. L’Italia può ripartire e migliorare, partendo dai bambini”.

In aula si formano le generazioni future. Si apprende a instaurare rapporti con tutti in quanto esseri umani e non membri di una precisa e chiusa comunità. La maestra Rosa ha dunque deciso di partire dalle basi, da quelle forme quotidiane di razzismo, tanto piccole da passare in secondo piano a volte. Ignorare un compagno e tenerlo in disparte per qualsiasi ragione è un’iniziale forma di discriminazione e dunque di razzismo, spiega l’insegnante, felice del fatto che le proprie parole abbiano trovato terreno fertile.

Classe multietnica

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