“Grazie a Talent Donna ho capito l’importanza di esprimere chi sono nel mio lavoro”

Abbiamo chiesto a Ornella Gava di raccontarci cosa è cambiato nella sua vita dopo l'esperienza di Talent Donna. Ecco cosa ci ha risposto

Ornella Gava, 39 anni, milanese, libera professionista traduttrice. Grazie a Talent Donna ha imparato a esprimere se stessa e a infondere la propria energia nel lavoro che fa, ridefinendo le relazioni con gli altri e il mondo esterno.

Cos’è cambiato nella tua vita dopo l’esperienza di Talent Donna?
Moltissime cose. Talent Donna è stata una preziosa occasione per riflettere sul punto in cui ero, dal punto di vista personale e professionale, per mettere a fuoco difficoltà e limiti e trovare il modo di lavorarci sopra per diventare la persona che volevo, anzi, mi correggo, la persona che ero già, ma che aveva bisogno di essere motivata a uscire. Per tutta una serie di motivi, per un traduttore, abituato a parlare per gli altri, è particolarmente difficile esprimere se stesso, ci ho lavorato su a 360 gradi, per essere più serena personalmente e anche professionalmente.

“L’unione fa la forza”. Se poi a unirsi sono le donne, la forza diventa un’esplosione di energia. È questo che succede a Talent Donna?
Quello che mi è piaciuto in Talent Donna, sia durante le lezioni che durante gli incontri fuori dall’aula, sono stati la disponibilità e anche il desiderio di parlare delle difficoltà che possono incontrare oggi le donne nella loro vita professionale senza considerarla separata da quella personale, e con personale intendo dire che quando si lavora si porta nel proprio lavoro tutto di sé stessi, le proprie radici, le proprie esperienze, i sogni, i desideri, i progetti, i fallimenti, le frustrazioni, le persone che si hanno intorno e le interazioni quotidiane con loro. Tutto. Più che di esplosione di energia mi piace parlare della capacità tutta femminile di guardare all’essere umano in modo globale, non fatto a compartimenti stagni, e di ricercare e creare un’armonia creativa. Tante donne insieme possono dare un contribuito davvero prezioso in questo senso, con la loro energia armonizzante e creativa, stimolare veri e propri cambiamenti in modo graduale ma potentissimo, e quando lo fanno su se stesse il risultato può essere davvero sorprendente!

Prima e dopo questa esperienza, come sono cambiate le tue priorità?
Prima di questa esperienza la mia priorità era eseguire bene il mio lavoro, con precisione, affidabilità, qualità, eccetera eccetera. L’attività andava bene, ma non mi bastava, perché in tutto questo lasciavo indietro me stessa. Oggi la mia priorità è esprimere chi sono in quello che faccio, infondere la mia energia nelle parole che scelgo quando traduco, nella relazione con le persone con le quali lavoro, essere sempre consapevole di quello che ricevo e trasmetto, entrare continuamente in relazione con il testo e il mondo esterno. In un lavoro come quello del traduttore, che è sì rigore e capacità di analisi, ma anche creatività, che è sì per sua natura solitario, ma che non può prescindere dagli altri, fare questo è fondamentale.

Cosa ti ha convinto a partecipare al Talent Donna?
L’entusiasmo che mi trasmetteva la sua ideatrice, Annalisa Quaranta, quando me ne parlava. Io ho una natura curiosa, mi spiace esplorare, e mi sono detta “in questa pentola bolle qualcosa di davvero buono!”. Così è stato.

C’è un momento giusto per pensare di “mettere mano” alla propria vita o basta guardarsi dentro?
Penso che in realtà mettiamo mano alla nostra vita sempre, in ogni momento, ma spesso non abbiamo la giusta consapevolezza per andare nella direzione in cui vogliamo, e ci perdiamo, e ci abbattiamo o arrabbiamo, e diventa un circolo vizioso. Quindi occorre consapevolezza, il che significa guardarsi dentro ma contemporaneamente saper guardare fuori senza perdersi.

“Grazie a Talent Donna ho capito l’importanza di esprimere chi sono nel mio lavoro”
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