Sono tanti gli atleti sopravvissuti alla malattia e tornati vincenti

È più lunga di quanto si possa credere la lista degli atleti colpiti da una malattia che poi l'hanno superata e sono tornati vincenti in campo. Esempi del presente e del passato

Il caso della nuotatrice olandese Inge Dekker è soltanto l’ultimo in ordine di tempo, ma la lista è lunga. Giocatori e giocatrici che, colpiti da una malattia, la combattono, la sconfiggono e tornano in campo. Inge Dekker, trentenne e per tre volte vincitrice di medaglie olimpiche ad Atene, Pechino e Londra, di recente ha scoperto di avere un cancro. Lei, però, non si è arresa e ha deciso di continuare a prepararsi per i Giochi olimpici di Rio de Janeiro. Non sarà facile alternare le sedute di preparazione ai cicli di cure per combattere la malattia, ma lei ha deciso di andare fino in fondo. Ed è in buona compagnia.

Nuoto, basket, calcio, tennis, pallavolo, non c’è differenza. In ogni disciplinasi trovano nomi di atleti che hanno deciso di non mollare. Ragazzi e ragazze che, con molto coraggio, hanno voluto combattere il male che li ha colpiti e poi tornare a essere protagonisti in campo. Tra i calciatori il caso più ecclatante è quello di Eric Abidal. Il giocatore del Barcellona scopre nel 2011 che ha un tumore al fegato. Viene operato e di sottopone alle terapie del caso. Dopo due mesi torna in campo. Ha abbandonato il calcio soltanto nel 2014.

Nella pallavolo sono ben due le giocatrici di alto livello che si sono dovute fermare per un problema e poi sono tornate in campo. Ad inizio 2016 Sara Anzanello è tornata in campo dopo uno stop forzato di tre mesi. Alla giocatrice azzurra è stato trapiantato il fegato dopo una epatite. Altra azzurra è Eleonora Lo Bianco che, nel 2010, di ritorno dei mondiali, ha scoperto di avere un nodulo al seno. Si è operata e, a distanza di due mesi, è scesa di nuovo in campo e ha vinto lo scudetto.

Nel basket i non più giovanissimi ricordano ancora Magic Johnson, il campione che, nonostante fosse positivo all’Hiv continuò la sua carriera con l’apoteosi dell’oro olimpico di Barcellona nel 1992. Il caso di Fabrizio Macchi, invece, è quello di un ragazzo che, dopo un tumore alle ossa che gli costa l’amputazione di una gamba, decide poi di avvicinarsi allo sport. In questo caso parliamo di ciclismo. E questa passione lo porta a conquistare una medaglia di bronzo alle paralimpiadi. Chiudiamo con Lea Pericoli: la prima tennista italiana di alto livello ha sconfitto un tumore per ben due volte. La prima volta, un tumore al seno, nel 1973. Questo non le impedì, pochi mesi dopo, di laurearsi campionessa italiana.

Immagini: Depositphotos

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