Una rivoluzione gentile che passa per il rispetto dell’ambiente. La storia di Sharon Barak

E se fosse una donna a salvare gli oceani e gli ambienti? E se fosse proprio Sharon con la sua invenzione?

Per non far piangere più gli oceani, per creare un mondo più sostenibile, per le nuove generazioni e per tutti quelli che verranno dopo: così Sharon Barak ha messo in moto quella che ci piace definire una rivoluzione gentile che passa per il rispetto dell’ambiente, della natura e di ogni essere vivente.

La storia di Sharon ci insegna che il futuro è in mano alle donne, del resto la sua idea visionaria e avanguardista si basa proprio su quella particolare sensibilità che appartiene al mondo femminile.

Somiglia a plastica, gli oggetti sembrano di plastica è può essere utilizzato dalle macchine di produzione per la plastica, ma il materiale inventato dalla Barak non è plastica, ma un’alternativa che si dissolve totalmente in acqua e che contribuisce alla salvaguardia del pianeta.

Ingegnere chimico di professione Sharon, che vive e opera a Israele, ha fondato Solutum, un’azienda che ha l’obiettivo di realizzare prodotti con questo materiale che renderà il mondo più pulito e sicuro per noi e per le future generazioni. La donna, che già lavorava in un’azienda di produzione di plastica, ha sviluppato con il tempo la sua idea con l’obiettivo di fare qualcosa di realmente concreto per il pianeta.

Forse tutto è nato dalla consapevolezza del poco rispetto che per molto, troppo tempo, è stato riservato al nostro meraviglioso pianeta che, a causa dell’inquinamento, si è ammalato. Forse Sharon ha capito, più di ogni altra persona, che era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto oggi, domani e sempre: la sua impresa è, infatti, una vera e propria presa di coscienza che dovrebbe invitarci a muoverci e a diventare anche noi protagonisti di una rivoluzione gentile.

Possono essere necessari dai 20 ai 500 anni prima che un sacchetto di plastica inizi a sgretolarsi e ogni giorno, nel mondo, vengo gettati tonnellate di rifiuti di questo materiale nel mare e nell’oceano. A partire da questa consapevolezza Sharon Barak si è prefissata l’obiettivo di realizzare un prodotto simile alla plastica, per aspetto e funzionamento, ma che allo stesso tempo si dissolvesse in acqua senza danneggiare la natura. E l’ha fatto!

Con tenacia, pazienza e arguzia questa donna ha portato avanti il suo progetto fondando un’azienda che produce un materiale ecologico al 100% che si dissolve facilmente in acqua e diventa parte della natura, senza aggredirla o intossicarla, senza rappresentare più una minaccia per gli animali marini, a differenza di un normale sacchetto di plastica.

Ora Sharon e il suo team stanno sviluppando la loro start-up per un futuro migliore e più sicuro, per la natura, per tutti noi.

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