Sharbat Gula, la ragazza simbolo della guerra afgana salvata dall’Italia

Sharbat Gula, la bambina afgana fotografata nel 1984 da Steve McCurry e divenuta simbolo del conflitto afgano, portata in salvo in Italia

Come si possono dimenticare quegli occhi bellissimi, magnetici e pieni di paura, immortalati in una foto scattata negli anni ’80 e divenuta simbolo di un conflitto che imperversava allora e che è tornato drammaticamente in primo piano?

Lei è Sharbat Gula, la “ragazza afgana” fotografata da Steve McCurry nel 1984, quando aveva 12 anni, e pubblicata sulla copertina della rivista National Geographic Magazine del numero di giugno 1985. L’immagine divenne una sorta di simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta. Forse la foto più famosa al mondo di quella guerra, perché nello sguardo di quella bambina, selvatica e bellissima, c’era tutto l’orrore di allora.

Oggi Sharbat è una donna di 49 anni (è nata nel 1972) ma negli occhi ha ancora tutta lo sgomento per  la brutalità di un regime che non ha mai smesso di perseguitare, uccidere, violentare le donne e la libertà dei cittadini. Per fortuna però la storia di Sharbat, mamma di tre figli, può vantare un lieto fine. E lo fa grazie all’Italia che ha deciso di darle asilo nell’ambito del programma organizzato dal Governo, di accoglienza e integrazione dei cittadini afghani sfuggiti alle tragedie della guerra.

Sharbat Gula, la celebre foto della ragazza afgana

Foto National Geographic

“Sharbat Gula è arrivata in Italia”, la nota di Palazzo Chigi

“È giunta a Roma la cittadina afghana Sharbat Gula” la bimba della foto del 1985 di Steve Mc Curry che “acquisì notorietà planetaria, sino a simboleggiare le vicissitudini e i conflitti della fase storica che l’Afghanistan e il suo popolo stavano attraversando”. Lo rende noto Palazzo Chigi sottolineando che la presidenza del consiglio “ne ha propiziato e organizzato il trasferimento in Italia, nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del Governo per la loro accoglienza e integrazione.”

L’azione italiana, ricorda Palazzo Chigi, risponde “alle sollecitazioni di quanti nella società civile e in particolare fra le organizzazioni no profit attive in Afghanistan hanno raccolto, dopo gli eventi dello scorso agosto, l’appello di Sharbat Gula a essere aiutata a lasciare il proprio Paese”.

Sharbat Gula, storia di una foto divenuto simbolo

Nel 1984 il fotografo statunitense Steve McCurry, fu contattato dalla redazione del National Geographic che gli propose di scattare un fotoreportage nei vari campi di profughi allestiti lungo la frontiera afgano-pakistana. Pur subendo pesantemente le conseguenze del conflitto bellico contro l’invasione sovietica, i rifugiati continuavano stoicamente le loro vite, tanto che i profughi più giovani potevano persino fruire di un sistema scolastico di fortuna, ospitato in alcune tende. McCurry accettò la richiesta del National Geographic e nel campo di Nasir Bagh passeggiando, udì delle voci chiassose provenire da una tenda, che immaginò ospitare una classe scolastica. Entrato, e ricevuta l’autorizzazione per fotografare le alunne dall’insegnante, fu immediatamente colpito dallo sguardo magnetico ed enigmatico di una delle ragazzine: “Mi accorsi subito di quella ragazzina. Aveva un’espressione intensa, tormentata e uno sguardo incredibilmente penetrante, eppure aveva solo dodici anni. La classe era composta da una quindicina di ragazze. Erano tutte giovanissime e facevano quello che fanno tutti gli scolari del mondo, correvano, facevano chiasso, strillavano e alzavano un sacco di polvere. Ma quando ho cominciato a fotografare Gula, non ho sentito e visto più nient’altro. Mi ha preso completamente. Suppongo che fosse incuriosita da me quanto io lo ero da lei, poiché non era mai stata fotografata prima e probabilmente non aveva mai visto una macchina fotografica. Dopo qualche minuto si alzò e si allontanò, ma per un istante tutto era stato perfetto, la luce, lo sfondo, l’espressione dei suoi occhi”

Sharbat Gula, ritrovata e ri-fotografata nel 2002

L’identità della ragazza è rimasta sconosciuta per diciassette anni: il governo afgano era molto ostile nei confronti dei media occidentali, complice anche l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 e l’invasione americana della regione. Il fotografo McCurry, tuttavia, non si è lasciato abbattere da queste difficoltà e, dopo aver minuziosamente raccolto informazioni e stabilito contatti per vari mesi, si è messo alla ricerca della misteriosa ragazza afgana. Nel gennaio 2002 con il National Geographic organizzarono una spedizione per scoprire se la ragazza fosse ancora viva. Sharbat Gula fu ritrovata dopo alcuni mesi di ricerche, e McCurry poté così fotografarla nuovamente, a distanza di diciassette anni

Sharbat Gula ieri e oggi

Foto National Geographic

 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Sharbat Gula, la ragazza simbolo della guerra afgana salvata dall’It...