Senzatetto regala un pranzo gourmet ai suoi amici

Questa è la commovente storia di Zelindo, un clochard riminese che ha condiviso una vincita alle scommesse

Natale è il momento migliore dell’anno per condividere le nostre passioni, fortune o sogni con le persone che ci stanno accanto e ci sostengono in ogni momento dell’anno. Sicuramente, un perfetto esempio di questo modo di pensare, e di comportarsi, è stato quello dato dal senzatetto romagnolo Zelindo Fedrighetti.

Il clochard riminese è uno dei volti più noti tra i centri di sostegno e banchi solidali della capitale del divertimento. Dei suoi settantaquattro anni, gli ultimi dieci sono trascorsi tra una mensa ed un riparo improvvisato.

In questo nuovo mondo, Zelindo ha avuto modo di approcciarsi e di conoscere altre persone nella sua medesima situazione. Quando il fato ha deciso di far girare la ruota a suo favore, il romagnolo ha condiviso la propria fortuna con il resto del gruppo, senza pensarci due volte.

Zelindo, infatti, è stato il vincitore di una più che discreta somma di denaro, ben 2700 euro, grazie ad una schedina delle scommesse sportive. Forte di questo inaspettato gruzzolo, il clochard ha organizzato, alla Capanna di Betlemme e grazie alla comunità Papa Giovanni XXIII, una cena da re a base di tartufo.

Gli invitati? Naturalmente, tutti i suoi amici clochard che nell’ultima decade lo hanno supportato in tutto e per tutto. Un chilo di tartufo, sei di tagliolini e straccetti di manzo in quantità. Un pasto da nababbi per persone a cui la vita ha tolto tutto.

L’evento, nemmeno a dirlo, ha avuto un successo immenso, tanto da essersi guadagnato le pagine dei quotidiani nazionali. Il quotidiano Il Resto del Carlino è riuscito anche ad intervistare l’arzillo Zelindo, il quale si è detto estremamente felice e soddisfatto sia del gesto, sia dei piatti, spazzolati dai suoi “colleghi” sino all’ultima briciola.

Cinquanta persone riunite sotto lo stesso tetto per celebrare la vita nel più antico dei suoi riti: mangiare in comunità. Per questa piccola fetta di Romagna il Natale è arrivato in anticipo, e forse ha anche recuperato parte del suo antico sapore, quando, prima di essere consumismo, il venticinque dicembre rappresentava condivisione.

Anche il nome della struttura, “la Capanna di Betlemme”, è volta a richiamare questo concetto fondamentale della cultura cristiana. Semplicemente, altruismo. Nel senso più puro del termine.

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