Si chiama “Scorz” e può cambiare la notte dei clochard

A Napoli i volontari inventano il rifugio di cartone per chi non ha fissa dimora

La ricerca, in Italia, è spesso uno dei settori più sottovalutati. Tantissimi giovani cercano di compiere un nuovo “miracolo italiano” in pieno stile anni sessanta con un’investimento inferiore all’1,5% del PIL.

Fortunatamente, però, i risultati che siamo in grado di conseguire con questa misera cifra sono straordinari, e figli di mente particolarmente brillanti.

Quando tale concetto viene poi applicato al campo della solidarietà, qui nascono le storie più commoventi. A Napoli, Giuseppe d’Alessandro, grazie ai propri studi e alle attività di volontariato praticate in ogni d’angolo d’Europa, ha portato a compimento  lo Scorz, uno strumento che potrebbe rivoluzionare la vita dei clochard.

Questo strano nome indica un momentaneo rifugio fatto interamente di cartone, in modo da favorire il riparo dalle intemperie e dal freddo della notte. Nonostante lo Scorz possa essere soltanto una soluzione momentanea in attesa del potenziamento dei centri di accoglienza, sicuramente è un prodotto che può aiutare ad alzare la qualità della loro vita.

La creazione di questo prodotto è stato possibile grazie alla ditta di Nicola Savarese, che costruisce cartoni ondulati di altissima qualità. Il principale campo di applicazione di questo materiale è quello dei mobili, e la doppia pellicola esterna ha reso i ripari, creati con la stessa struttura, impermeabili, anti-vento e a basso rischio di incendio.

Una vera e propria manna per tutti coloro che abitano sulle nostre strade e per i quali ogni giorno si tramuta, necessariamente, in una lotta alla sopravvivenza. La durata stimata di uno Scorz è di un intero inverno, ma sulla fiancata delle “casette in cartone” è stato stampato il numero di emergenza sociale di Napoli, a cui chiunque si può rivolgere. Nessuno potrebbe resistere solo grazie ad uno scorz per tutti i mesi invernali.

I primi test sul campo sono stati fatti proprio con i clochard napoletani, i quali si sono definiti entusiasti della novità ideata da Giuseppe d’Alessandro. Finalmente, restando coerenti con il proprio stile di vita, essi avranno la possibilità di dormire in maniera tranquilla.

Non sono isolati, infatti, i casi di aggressione nei confronti di senzatetto durante la notte. Dei veri e propri agguati, che spesso hanno costretto molti a dei ricoveri prolungati in ospedale. Lo Scorz non sarà, certamente, la soluzione definitiva, ma è sicuramente un grande miglioramento per questi uomini abbandonati da tutto e da tutti.

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Si chiama “Scorz” e può cambiare la notte dei clochard