Milano: l’intervista all’uomo che raccoglie le storie d’amore dei passanti

Un uomo, due sedie e un cartello: ecco la storia che ha emozionato tutti

Si chiama Salvino Sagone ed è un poeta di mezza età che nel cuore di Milano, raccoglie le storie d’amore dei passanti.

Lo si trova lì, nei pressi del Museo delle Culture della città, seduto sulla sedia e con un cartello in mano che anticipa la sua particolare attività “Ascolto storie d’amore. Gratis”.

E lo fa in silenzio, come lui stesso ci ha raccontato: preferisce ascoltare e lasciarsi riempire il cuore delle storie degli altri per ispirare la sua musica e la sua poesia. Anche se a volte, sulla base dell’esperienza si lascia andare a qualche consiglio.

Quello a cui non rinuncia mai Salvino però sono le emozioni, si commuove e piange “fa sempre comodo avere un fazzoletto a portata di mano” ha ammesso. “Rigorosamente di stoffa. Tutti gli angeli hanno un fazzoletto di stoffa fresco di bucato pronto all’uso”.

Ma com’è nata la bizzarra e toccante idea di invitare le persone ad aprire il cuore ad uno sconosciuto in strada? A raccontarcelo è stato direttamente Salvino che di questi pezzi di storie ne ha fatte poesie in un libro, dal nome Rondini D’angolo, pubblicato la scorsa primavera.

Come è nata l’idea di ascoltare le storie d’amore dei passanti?

È una attività che svolgo saltuariamente, senza un luogo fisso né degli orari predeterminati. Ogni tanto succede ed è sempre un miracolo. Non è un lavoro. Forse nemmeno un mestiere. Mi siedo. Apro il cartello e qualcuna/o si siede al mio fianco e poco più in là c’è sempre qualcun altro che aspetta impaziente il proprio turno. È sempre così. Lo stesso copione. L’idea è nata all’interno del Festival Internazionale di poesia: qualcuno di noi aveva visto sul web la foto di un ragazzino uruguaiano che faceva questa cosa in una piazza di Montevideo. Decidemmo di sperimentare anche noi. Un successo, anzi un miracolo.

Com’è nato il tuo amore per la poesia?

L’amore per la poesia è sempre esistito dentro di me. Se ricordo bene la mia prima poesia fu pubblicata sul giornalino della scuola. Ero in prima elementare. Un amore davvero antico. Ho sempre scritto e la maggior di queste poesie è andata perduta oppure è riposta chissà dove da qualche parte nella mia casa genitoriale in Sicilia. Di certo una bella spinta è stata data dalla conoscenza e frequentazione amicale di Alda Merini, la mia vicina di casa sul Naviglio e conosciuta quasi subito dopo il mio arrivo a Milano. Una amicizia sofferta nel contrappunto di continui ricoveri manicomiali a cui Alda era costantemente sottoposta con durissimi trattamenti di elettroshock. Qualcosa che ti resta dentro l’anima. Incancellabile.

Che cos’è per te l’amore?

Una frequentazione assidua tra me e la poesia anche se ho deciso solo da pochissimi anni di aprire la finestra e raccontare i miei versi al mondo e permettere agli altri di leggere dentro me stesso. Nel tempo ho conservato una visione virginale dell’amore come un sentimento che vive in noi e che non sempre riusciamo a condividere con gli altri. L’amore ‘espresso’ è un luogo dove perdersi galleggiando tra emozioni oniriche ad occhi aperti. Un prato dove raccogliere baci. Un ring dove scambiare carezze e passioni da racconto. Un non vivere dentro un cielo a culla. L’angolo dove cadere e poi curarsi. A volte qualcuno sopravvive. Anche a sé stessi.

Quante storie hai ascoltato? Come si avvicinano a te i passanti?

Oramai sono centinaia le storie ascoltate e decine le poesie che le raccontano. Ogni volta vengo avvolto dallo stupore perché le storie d’amore che mi dicono sono sempre diverse e mai banali e basta la vista di quel cartello per fare accorrere le persone. C’è un grande bisogno di ascolto. In una società mediale e social dove tutti raccontano tutto di sé, anche nei risvolti privati se non intimi, quello che manca è qualcuno che ascolti questo loro gridare. Che ascolti questi sussurri ad alta voce che chiedono aiuto per fuggire da una solitudine emozionale dove si sentono affogare. Siamo il passo mancante tra noi e la realtà e questo spazio va colmato con un selciato di amore, un sentiero, dove ritrovarsi e imparare di nuovo a volersi bene.

Milano: quest’uomo raccoglie le storie d'amore dei passanti

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Milano: l’intervista all’uomo che raccoglie le storie d’...