Rivoluzione in Messico, la favola della “sindaca” Claudia Sheinbaum

Eletta con il 55% dei voti, la scienziata è la prima donna a ricoprire questo ruolo in un Paese dove la parità di genere appare ancora un traguardo lontano

“Solo perché sembro una scienziata magra e delicata non significa che non combatterò la criminalità che imperversa. Io lo farò”. Con queste parole, Claudia Sheinbaum ha promesso di voler cambiare il volto di Città del Messico. Eletta l’1 luglio scorso con il 55% delle preferenze, è la prima sindaca della capitale. Un risultato storico perché ha posto fine a più di vent’anni di dominio del Partito Rivoluzionario Democratico. E una rivoluzione, in un luogo dove la diseguaglianza di genere e la violenza contro le donne rappresentano una vera e propria piaga sociale.

In realtà, Sheinbaum è stata preceduta da un’altra donna, Rosario Robles, che, tra la fine del 1999 e fino al dicembre del 2000, ha ricoperto la carica di sindaco ad interim, per sostituire il dimissionario Cuauhtémoc Cárdenas. Il mandato della scienziata, però, appare destinato a durare molto più a lungo. Il suo aspetto così esile non deve confondere: la 56enne è una donna molto forte e determinata. E con le idee chiare. Ha già annunciato di voler mettere al centro del suo programma la lotta alla corruzione, alla criminalità e al narcotraffico. Inoltre, ha intenzione di adottare una politica economica interventista votata all’austerità. Altri suoi cavalli di battaglia sono il miglioramento della qualità dell’acqua e dei trasporti.

Nata a Città del Messico da genitori ebrei, entrambi scienziati, Claudia Sheinbaum è laureata in Fisica e Ingegneria Energetica. Sin da giovanissima, si è dedicata attivamente alla lotta per i diritti sociali. Nonostante gli impegni lavorativi e una carriera sempre in ascesa, la scienziata si è sposata e ha avuto una figlia. Il suo matrimonio con il sociologo Carlos Imaz Gispert, però, è finito nel 2016.

È stata membro del Consiglio di Studenti dell’Università Nazionale Autonoma del Messico e dal 1989 è entrata nelle file del Partito della Rivoluzione Democratica. Proprio in questo periodo ha conosciuto Andrés Manuel López Obrador – vincitore delle ultime elezioni presidenziali messicane – che da allora l’ha presa sotto la sua ala. Nel 2000, quando il politico era sindaco di Città del Messico, ha nominato Sheinbaum segretaria di Difesa del Patrimonio Nazionale.

Ora per la sindaca arriva un compito davvero difficile. Città del Messico conta più di 20 milioni di abitanti ed è considerata uno dei posti più pericolosi del mondo. Gli omicidi e la violenza dilagano in tutto il Paese. Si stima che da gennaio a luglio ogni giorno siano morte ammazzate 92 persone. Governare la capitale, dunque, non sarà certo un’impresa facile. Sheinbaum, però, si dice pronta a raccogliere la sfida.

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