Reginald Green: perché donare il cuore di mio figlio Nicholas ha lenito il dolore

Il figlio morì a Messina a seguito di una sparatoria sulla Salerno-Reggio Calabria nel 1994: i genitori decisero di donare i suoi organi

Il 29 settembre 1994, l’americano Reginald Green stava trascorrendo una vacanza in Italia con la famiglia: la moglie Margaret ed i figli Nicholas, di sette anni, ed Eleanor, di quattro. Mentre percorrevano l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, all’altezza dell’uscita di Serre l’Y10 da loro noleggiata fu affiancata da un’altra automobile con alcuni malviventi a bordo, che tentarono una rapina e spararono alcuni colpi d’arma da fuoco. Nicholas rimase ferito e spirò al Policlinico di Messina due giorni più tardi. Dell’omicidio furono accusati e condannati Francesco Mesiano e Michele Iannello, ma i due, rispettivamente di ventidue e di ventisette anni all’epoca dei fatti, hanno sempre respinto le accuse.

I genitori decisero di donare gli organi di Nicholas: una prassi non molto comune in quegli anni. – Ci fu chiaro che lui non necessitava più quel corpo ma altre persone, anche se non sapevamo chi fossero, ne avevano bisogno disperatamente – ha dichiarato Reginald Green all’Ansa. Sette italiani poterono aver salva la vita grazie cuore, cornee, fegato, reni e pancreas del bambino .
La vicenda fu seguita con molto interesse sia negli Stati Uniti che in Italia e ne fu prodotto un film per la televisione, intitolato “Il dono di Nicholas”.

Reginald Green, oggi ottantasettenne, non si è mai pentito della scelta fatta: – Non abbiamo rimpianto un attimo la decisione. Ma non immaginavamo che un gesto privato potesse avere così tanta risonanza e influenzare il modo di pensare, anche oggi, a distanza di 21 anni – . Dal giorno della morte di Nicholas, Reginald Green si dedica alla causa della donazione degli organi. Ancora oggi gira il mondo per narrare la sua vicenda personale e come quella decisione di ventidue anni fa cambiò la sua vita ed il suo modo di pensare.

Dopo quell’evento, i donatori di organi in Italia crebbero in un anno da 7,9 a 10,1 per milione di abitante: la stampa lo ribattezzò “effetto Nicholas”. Oggi l’Italia è seconda solo alla Spagna per numero di donatori di organi: 21 per ogni milione di abitanti. Secondo il Ministero della Salute, nel 2011 nel nostro Paese si sono effettuati 2135 trapianti. Il numero potrebbe essere più alto se si applicasse la legge 91/1991, Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti, che prevede il silenzio-assenso per il prelievo degli organi destinati alla donazione.

Immagini: Depositphotos

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