La preghiera di Bergamo che ci insegna a non mollare

Non esiste "non ce la faccio", non esiste "non ci riesco", non esiste "sono stanco". Vale per tutti: questo è il grande insegnamento dei bergamaschi

“A Bergamo impari fin da piccolo che: “Non ce la faccio” – non si può dire. “Non ci riesco”- non esiste. “Sono stanco”- non è mai abbastanza.” Così esordisce una poesia anonima che celebra la forza di Bergamo e della Lombardia intera.

Perché la città e i suoi abitanti sono nella morsa più stretta del virus. Si sono un po’ piegati, forse ammaccati ma non si spezzano, ora e mai. E così nella distanza forzata e nella paura, che si tenta ogni giorno di sconfiggere con la speranza, i bergamaschi si uniscono attraverso in un inno di forza nei confronti della città che non può mollare, non deve farlo.

Come non deve farlo la Lombardia e l’Italia intera. Perché andrà tutto bene e solo continuando a lottare possiamo riuscirci, perché le parole “non ci riesco” e “non ce la faccio”, non si possono dire e neanche pensare.

Questo è quello che dice la splendida poesia dedicata a Bergamo e condivisa da tutti i bergamaschi nelle ultime ore. L’autore, al momento anonimo, racconta di una città fatta a pezzi ma che non molla e che pur silenziosa, continua la sua battaglia. E così Bergamo è diventata la Lombardia e un grido di incoraggiamento per l’Italia tutta.

“Piange la mia Lombardia. Senza far rumore, per non disturbare. Giace a terra, fatta a pezzi da un nemico vigliacco subdolo, che non si fa vedere. Gli occhi sono bassi, tristi e pieni di paura. Ci sono solo ambulanze e silenzio”.

Lo scenario certo non può essere descritto in altro modo perché la quotidianità della città purtroppo è stata portata via bruscamente da un nemico che non ha neanche chiesto il permesso prima di entrare nella vita delle persone.

I bergamaschi (e i lombardi tutti, aggiungiamo noi), quelli veri, sono polentoni…Sì perché la polenta li rappresenta. Ruvida, dura e fredda fuori, tenera e avvolgente dentro, non ti delude mai”. Poi quelle parole si trasformano in un ultimo grido d’amore e di speranza “Bergamo non ti posso abbracciare, ma tu non mollare proprio adesso. Ricordi? “Non ce la faccio”- non si può dire. “Non riesco” – non esiste. “Sono stanco” – non è mai abbastanza”.

E no, Bergamo, Lombardia e Italia intera davvero non dobbiamo fermarci, non possiamo farlo. Perché la vita ci appartiene, oggi più che mai e solo lottando uniti ce la faremo. Perché tutto andrà bene. Come si dice a Bergamo: mola mìa, non mollare.

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La preghiera di Bergamo che ci insegna a non mollare