Ostetrica partorisce in casa i quattro figli

Chiara Taliano ha deciso di far nascere i suoi bambini tra le mura domestiche. Ma "i pericoli non vanno sottovalutati"

Partorire in casa è una scelta che ultimamente viene fatta da un numero crescente di donne, ma i rischi non vanno sottovalutati. In ospedale ci sono tutte le attrezzature e l’assistenza di medici e infermieri specializzati che possono intervenire quando il parto diventa difficile.

Chiara Taliano, ostetrica di 28 anni, ha deciso di rinunciare a tutta questa sicurezza e ha deciso di dare alla luce in casa i suoi quattro figli: Aurora ha 6 anni, Luce 4, Libero 2 e, l’ultimo, Leone, appena dieci mesi. Il motivo che l’ha spinta a partorire tra le mura domestiche lo rivela lei stessa:

Volevo rispettare la naturalità del parto e godermi la magia del momento, senza sottovalutare i pericoli che pure esistono.

Chiara, che vive e lavora ad Alba, sapeva a cosa andava incontro quando ha rinunciato all’assistenza ospedaliera. Infatti lei di professione fa l’ostetrica, ma pratica la sua attività in modo particolare. Infatti, aiuta le donne a partorire nella loro abitazione. La Taliano ha iniziato questo percorso dopo l’Università e un master e in sei anni ha seguito una quarantina di nascite a domicilio.

Mettere al mondo un figlio in casa permette di rispettare la privacy, di tenere unita la famiglia. Invece spiega la giovane ostetrica:

Per ragioni organizzative in ospedale il parto non può essere personalizzato spesso si corre il rischio di un ricorso ingiustificato alla medicalizzazione. Restando a casa invece si preserva un ambiente protetto.

E poi racconta di un momento indimenticabile:

Una volta nel mezzo di un parto è suonato il campanello di casa, era la vicina che si offriva di aiutarci.

Certo nel caso di Chiara la situazione è più facile, perché suo marito Matteo, 34 anni, lavora come medico pediatra. In ogni caso, ai padri non si chiede di diventare medici. Loro hanno il ruolo di padroni di casa, se hanno voglia di aiutare durante il parto bene, altrimenti possono semplicemente assistervi, “hanno un ruolo più organizzativo“.

Certamente, i rischi non vanno sottovalutati. Un parto in casa va organizzato fin nei minimi dettagli. Recentemente una donna di 36 anni ha perso il suo bambino, perché durante il travaglio in casa era assistita solo dal marito (che non era medico) il quale ha chiamato il 118 quando ormai era troppo tardi.

La Taliano precisa:

Noi seguiamo le donne nel corso dei mesi per accertarci che la gravidanza proceda regolarmente e non esistano fattori di rischio. Solo in questo caso si può seguire un parto domestico, diversamente le donne devono recarsi in ospedale o in una struttura attrezzata.

In Italia il fenomeno è in crescita, anche se le donne che decidono di far nasce il proprio bimbo in casa non sono ancora molte: due casi su mille. In Piemonte è previsto un rimborso per le donne che scelgono questo percorso fino a 930 euro, mentre in Emilia Romagna il contributo arriva a 1200. Non abbastanza per coprire le spese, ma comunque un segnale che la pratica rappresenta un’alternativa al parto tradizionale. L’assistenza fornita da due ostetriche varia a seconda dei casi e dei professionisti, ma costa mediamente tra i 2500 e i 3000 euro.

Comunque Chiara Taliano raccomanda di farsi sempre seguire da professionisti.

Nessuna può essere ostetrica di se stessa.

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