«Non posso parlarti più, allora affido il mio messaggio al vento»

Ce n'è una in Giappone e una anche in Italia: sono le cabine telefoniche alle quali affidare le vostre parole a chi non c'è più. Radio Deejay dedica una notte speciale a questi messaggi

Quando si perde una persona cara, ci sono giorni in cui la sua mancanza pesa più di un macigno, altri in cui la sua voce è tutto quello che si vorrebbe sentire. Perdere qualcuno che si ama lascia in noi il rimpianto delle cose non dette. E allora perché non affidare le parole al vento? In Giappone, un uomo di nome Itaru Sasaki, ha installato una cabina telefonica con un vecchio telefono nel giardino della sua casa a Otsuchi, sull’Oceano Pacifico, collegata con l’aldilà. È un vecchio apparecchio nero, senza fili, con il disco per comporre il numero. Ogni giorno tantissime persone si recano lì per chiamare i propri cari affidando al vento i propri messaggi.

Sono pensieri semplici, carichi di affetto, racconti della vita di tutti i giorni che permettono di ristabilire una sorta di collegamento con gli affetti persi. Il vento è uno spirito amico, compassionevole, l’unico in grado di portare conforto a chi soffre. Entrare in una cabina e sussurrare parole d’amore, connette il mondo di chi è ancora qui con il proprio cuore.

L’idea della cabina, chiamata “Kaze no denwa” che in giapponese significa “il telefono del vento”, e che si trova nel giardino Bell Gardia, è nata dopo che Itaru Sasaki ha ovuto affrontare la prematura perdita del cugino, avvenuta nel 2010. Il suo è stato un modo per superare il dolore. Da questo luogo è stato ispirato un film e il nuovo libro di Laura Imai Messina “Quel Che Affidiamo Al Vento“.

Anche in Italia esiste un telefono che trasporta i messaggi nel vento. Si trova in Liguria, sul Monte Beigua, al Rifugio Pratorotondo. Affisso sul tronco di un albero, aspetta tutti coloro che che hanno qualcosa da dire a chi non c’è più. Ci si siede lì, si alza la cornetta e si inizia a parlare, con la rassegnazione di chi accetta quel vuoto: «Questo telefono, non collegato, -si legge sull’apparecchio- TRASPORTA LE VOCI NEL VENTO. Le persone che hanno perduto una persona cara, possono alzare la cornetta e affidare al vento le parole da dire a chi non c’è più”.

La notte tra giovedì 30 gennaio  e venerdì 31 gennaio 2020 dalle ore 24 su Radio Deejay andrà in onda il programma Deejay nel vento, che porterà i messaggi a chi non c’è più. Una notte speciale dedicata a tutti coloro che ci ascoltano dal vento. Per dire quelle parole che non abbiamo mai avuto il coraggio o che vorremmo dire a un numero speciale. Quando Laura Imai Messina è stata ospite in radio, numerosi sono stati i messaggi vocali che sono stati inviati su Whatsapp al numero speciale 3408812130. Questa sera verranno liberati nel vento per arrivare alle persone a cui sono stati dedicati.

Foto 123rf

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

«Non posso parlarti più, allora affido il mio messaggio al vento»