Grazie a questa foto ha salvato suo figlio

Una mamma ha capito che suo figlio aveva la malattia di Lyme grazie a un post su Facebook

Ha salvato la vita del suo bambino grazie a un post su Facebook: è la storia di Karen McGregor, una mamma come tante. Suo figlio presentava sul corpo delle punture, che apparentemente sembravano comuni punture di insetto. Ma grazie a una foto vista sui social network si è accorta che si trattava del morbo di Lyme, una malattia non molto conosciuta che ultimamente però sta facendo parlare di sé, anche grazie a malati “vip” che hanno raccontato la loro esperienza, da Avril Lavigne a Mary Kate Olsen.

Ma torniamo a mamma Karen. La signora McGregor lo scorso 20 giugno ha pubblicato sul suo profilo Facebook delle foto che ritraggono porzioni del corpo del suo bimbo colpite da uno sfogo cutaneo caratterizzato da chiazze con una tipica forma a bersaglio o a occhio di bue. Ecco cosa ha scritto: “Si prega di leggere (e condividere): sono molto grata ad un post simile a questo che ho visto tre giorni fa… un post che potenzialmente ha salvato la vita di mio figlio o almeno lo ha salvato da una vita molto diversa da quella che vive e ama in questo momento. Il mio bambino non ha ancora due anni!”.

I segni hanno insospettito la signora: “Ho notato una macchia sulla sua tempia, assomigliava molto a un rush cutaneo a occhio di bue che avevo visto in un post dedicato ad una bambina colpita dalla malattia di Lyme. Ho telefonato al nostro medico, e ho preso un appuntamento subito. In poche ore il bambino presentava sempre di più macchie di questo tipo, erano visualizzati sul suo viso, sulle gambe e sulle braccia”.

“Il medico ha prescritto una terapia antibiotica per il trattamento della malattia di Lyme e speriamo che di averla diagnosticata in tempo – continua – Il dottore non aveva mai visto, prima d’ora, questa malattia su un paziente giovane come mio figlio… Questa mattina, siamo stati al McMaster Childrens Hospital per un secondo parere perché non volevamo davvero rischiare e volevamo esse certi della diagnosi della malattia di Lyme”.

All’ospedale i medici le hanno spiegato che lo sfogo cutaneo era indicativo di una puntura di zecca presumibilmente ricevuta dal bambino circa da 3 o 4 settimane. In questo caso la zecca ha punto senza attecchire e senza perciò lasciare dei segni particolarmente evidenti. Ma questo è sufficiente perché la zecca rilasci nell’organismo umano batteri sufficienti a causare la malattia di Lyme.

Mamma Karen ha condiviso questa foto perché altre mamme come lei sappiano come si può manifestare il morbo di Lyme e far sì che una diagnosi precoce non causi gravi danni alla salute dei loro figli.

Fonte: DiLei

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Grazie a questa foto ha salvato suo figlio