Lettera di Einstein al figlio: il segreto dello studio? È divertirsi

Nel 1915, poco dopo aver terminato di lavorare alla Teoria della Relatività Generale, Einstein scrive una lettera al figlio Hans Albert

Mentre viveva a Berlino con la cugina che poi divenne la seconda moglie, Einstein manteneva in contatti con i due figli, Hans Albert ed Eduard, che vivevano a Zurigo con la mamma Mileva, allora ancora sua moglie nonostante vivessero lontani da un anno.

I figli di Einstein
Einstein e la prima moglie, Mileva, ebbero una figlia di nome Lieserl, di cui non si sa nulla e si pensa che non sia sopravvissuta o che sia stata data in adozione. Hans Albert è il secondo, e nel 1915 aveva 11 anni. Il terzo figlio, Eduard, ne aveva 5. Hans Albert divenne ingegnere ed Eduard divenne psichiatra.

Einstein, lettera al figlio
In questa lettera ad Hans Albert Einstein dà al figlio un consiglio semplice eppure perfettamente vero: non c’è modo migliore per imparare, se non divertirsi.

È questo il modo per imparare di più, quando fai una cosa con talmente tanto divertimento che non ti accorgi del tempo che passa.

Proprio in questo periodo, il 1915, Einstein aveva appena finito di lavorare a quella che poi fu ricordata come la Teoria della Relatività Generale. Accenna a quest’opera nella lettera ad Hans Albert, definendola una delle opere più belle della sua vita. Queste sole parole sono sufficienti a sottolineare l’entusiasmo e la passione che Einstein metteva nel suo lavoro, e che gli permisero di avere un così grande successo.

A volte io stesso sono così coinvolto nel mio lavoro che mi dimentico di pranzare.

Il segreto dello studio è divertirsi
Può sembrare quasi banale per quanto è semplice questo consiglio, eppure oggi molte teorie pedagogiche si basano proprio sull’idea che l’apprendimento più efficace sia quello che passa per il divertimento e il gioco. Hans Albert Einstein, il figlio di Einstein, divenne un ingegnere e un insegnante, ed ebbe una carriera di successo.

E se lo dice Einstein…
Da grandi menti come Albert Einstein ci si aspetta sempre di sentire o leggere riflessioni sui massimi sistemi. Eppure il suo consiglio per il figlio è così semplice da essere disarmante. Questa è una grande lezione: il segreto della vita sta nelle cose semplici, nelle cose piccole. Sta nel piacere stesso della vita, nel saperne godere e nel viverla pienamente. Viverla pienamente significa anche e soprattutto divertirsi.
Attraverso il divertimento passa una magia che permette a bambini e adulti di crescere, imparare, e diventare degli adulti che non sono frustrati per le ore passate a studiare cose che non amavano, ma che sono felici di aver studiato divertendosi, godendo dell’imparare, e prendendo alla vita ciò che la vita ha da offrire.

Immagini: Depositphotos

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