La storia del dottor Parry, le cicatrici dei bambini raccontano favole

Il dottor Robert sa che le cose brutte lasciano segni profondi, per questo si assicura che le cicatrici siano coperte di cerotti pieni d'amore

Irene Vella Giornalista televisiva

Chissà se il chirurgo pediatrico Robert Parry ha mai letto Gilbert Keith Chesterton, di sicuro ha fatto sua la frase più famosa di questo scrittore inglese: “Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi non esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere”, visto che è dal 2001 che questo meraviglioso dottore disegna i personaggi che gli vengono richiesti dai suoi piccoli pazienti prima dell’operazione, sulle bende che saranno messe sulle loro ferite.

La sua storia è diventata virale nel momento in cui l’ospedale per cui lavora, l’Akron Children’s Hospital in Ohio, ha deciso di pubblicare le dieci migliori cose verificatesi nella struttura, da quel momento il racconto e le immagini di questa sua meravigliosa abitudine si sono diffuse in modo incontenibile sui social network.

C’è qualcosa di magico in quelle foto, quello che si vede non è un semplice medico che cura le cicatrici del corpo, c’è un uomo, un padre che si preoccupa di quello che questi bambini si porteranno dietro da quell’esperienza, che è traumatica per un adulto, figuriamoci per un paziente in miniatura.

E allora via libera all’immaginazione, ai colori e ai pennarelli, le bende prendono vita e si trasformano in favole, che sia l’asinello Ih-Oh di Winnie the Pooh o lo strampalato e dolcissimo Olaf alla ricerca di baci di qualche piccola Elsa, il dottor Parry non si tira indietro e armato di PC elabora un progetto grafico su un tavolo di fortuna che sembra appoggiato sulle gambe, cercando di soddisfare ogni richiesta di questi piccoli supereroi prima di andarli ad operare, affinché la prima immagine che possano vedere al loro risveglio sia quella del loro cartone animato preferito.

Perché il dottor Robert lo sa, sa che le cicatrici più pericolose sono quelle dell’anima, perché le cose brutte lasciano segni profondi e sono difficili da cancellare, ed allora ecco spuntare questi cerotti Batman che in un momento di grande dolore li aiuteranno a superare quei terribili istanti fatti di paura e di lontananza, per farli sentire meno soli quando riapriranno gli occhi.

Robert Parry

Ha cercato di sostituire un evento drammatico, una cicatrice dolorosa con un ricordo che li abbracciasse, con il loro personaggio preferito che li prendesse per mano dolcemente accompagnandoli verso la guarigione.

Eppure il dottor Parry non è un artista, non è un pittore, ma di sicuro è un uomo buono, è un uomo che ha cercato dentro sé stesso un modo non convenzionale per curare i suoi piccoli pazienti, ha tirato fuori le doti più nascoste, quelle che mai avrebbe pensato potessero esserti utili nel suo lavoro, e che invece hanno fatto la differenza, perché alla fine quello che conta davvero in ogni mestiere è la passione che uno ci mette, quello che ti renderà unico in un mondo di replicanti. Perché lui adesso non è solo il chirurgo pediatrico che toglie i mostri dalle pance dei bambini, è anche il dottore che cura le ferite e le paure con cerotti pieni di amore e di colore.

Per descriverlo nelle immagini che sono diventate virali il suo ospedale ha messo questa didascalia: “sebbene la penna possa non essere più potente del bisturi, il chirurgo pediatrico Dr. Robert Parry si prende sempre un momento per assicurarsi che una cicatrice non sia l’unico ricordo duraturo dell’operazione chirurgica di un bambino.”

Quello che non tutti sanno del dottor Parry è che il cognato della nostra Giuliana Arcarese, più conosciuta come Makeupdelight, che di lui dice “è una persona meravigliosa, un medico fantastico, ma soprattutto un uomo che è stato messo a dura prova durante quest’anno, con problematiche di salute grosse che hanno colpito la sua famiglia, e che adesso piano piano ne sta uscendo. Eppure non ha mai smesso di fare il suo lavoro con il sorriso, continuando a disegnare le ferite dei ‘suoi’ bambini, se tutti sapessero davvero quello che ha passato capirebbero quanto davvero sia speciale.”

Perché nella vita non basta essere bravi per essere ricordati, bisogna metterci l’anima, bisogna essere empatici, bisogna fare la differenza, cercare il nostro talento e regalarlo a chi ne ha più bisogno.

Perché chi è stato ricoverato in ospedale sa quanto una parola detta al momento giusto o un sorriso, anche dietro alla mascherina, possa aiutare quando non sai più cosa aspettarti dalla vita.

E allora viva il dottor Parry e la sua magica penna, che possa ancora accompagnare a lungo i sogni ed i ricordi dei suoi piccoli pazienti aiutandoli a sconfiggere tutti i draghi del mondo.

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